Svezia: stop all’ “usa e getta” grazie al taglio dell’Iva
Allo studio del governo alcune misure fiscali per rivitalizzare il settore riparazioni dell’usato in declino da decenni
Sorpresa! Dopo decenni di revisioni verso l’alto, la curva dell’Iva svedese potrebbe tornare a scendere. Il Governo, infatti, ha deciso di affrontare definitivamente, e con decisione, il problema rappresentato da una crescente tendenza della cultura “usa e getta”, escogitando una serie di misure fiscali ad hoc che, al contrario, mirano a rivitalizzare il settore da decenni in declino delle riparazioni dell’usato.L’Iva dimezzata per gli esperti in riparazioni – In pratica, per gli operatori attivi, per esempio, nei settori della riparazione di biciclette, abiti e scarpe, l’Iva scenderebbe dal 25 al 12 per cento, determinando, almeno secondo quanto stimato dai tecnici dell’Economia, un risparmio netto per utente, o cliente, di circa 40 euro per singola riparazione. Ed è solo l’inizio d’una serie di agevolazioni alternative ancora allo studio che, a regime, renderebbero insensato economicamente, oltreché sconveniente fiscalmente, buttare fuori gli oggetti vecchi o rotti e comprarne di nuove. Insomma, il fisco scenderebbe in campo per rivitalizzare l’industria del riuso, delle riparazioni, frenando il ricorso al consumo sfrenato di beni e oggetti.

Spazio anche agli elettrodomestici e lavatrici – L’eco-impulso del fisco svedese non si fermerebbe alle piccole riparazioni ma coprirebbe anche il riutilizzo di elettrodomestici quali frigoriferi, forni, lavastoviglie e lavatrici, e naturalmente caldaie e refrigeratori, condizionatori ecc….Al riguardo però non soltanto si provvederà alla rimodulazione verso il basso dell’Iva ma si varerà un credito d’imposta su misura che permetterà di compensare le imposte sui redditi dovute con le spese sostenute in corso d’anno per le riparazioni di questi beni, il cui elenco potrebbe essere ulteriormente arricchito.

Spazio all’usato – “Crediamo che queste misure potrebbero contribuire ad abbassare notevolmente i costi delle riparazioni e, al contempo, rendere più razionale il comportamento economico del riparare la merce, il bene piuttosto che disfarsene per correre a riacquistarne di nuovi”, è la dichiarazione rilasciata da Per Bolund, ministro svedese per i mercati finanziari e per i problemi dei consumatori, all’indomani dell’annuncio della svolta fiscale pro-usato e pro-riparazioni.
In pratica, la speranza del Governo è che la riduzione fiscale sulle riparazioni fornirà uno stimolo decisivo per la creazione di una nuova industria, quella dei servizi di riparazione, fornendo posti di lavoro tanto necessari in particolare per i nuovi immigrati che non hanno istruzione formale.

Non solo fisco-verde, ma una sottile strategia economica della crescita – Naturalmente, gli incentivi sono parte di uno spostamento di attenzione del governo dalla questione della riduzione delle emissioni nocive di anidride carbonica prodotte a livello nazionale al freno delle emissioni legate, in questo caso, ai beni prodotti altrove, soprattutto beni d’importazione quindi provenienti dall’estero. E ciò potrebbe determinare la levata di scudi di altri Paesi membri dell’Unione europea, critici nei riguardi d’una linea fiscale giudicata come un freno all’export, ai consumi e ai trend commerciali tradizionali. D’altra parte, la Svezia è difficilmente criticabile visto che ha provveduto al taglia delle sue emissioni annue di anidride carbonica del 23%, dal 1990 ad oggi, e già genera più della metà della sua energia elettrica da fonti rinnovabili.

La tempistica – Le proposte saranno presentate in Parlamento come parte della legge di bilancio predisposta dal Governo. A questo punto, qualora raccogliessero voti sufficienti nel corso delle sedute di dicembre, saranno legge a partire dall’1 gennaio 2017.

Stefano Latini
fonte: http://www.fiscooggi.it/dal-mondo/articolo/svezia-stop-all-usa-e-getta-grazie-al-taglio-dell-iva
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