A pochi mesi dalle elezioni federali, Angela Merkel si ritrova con un’altra gatta da pelare.

Questa volta i problemi arrivano da quello che era tradizionalmente uno dei cavalli di battagli della Germania: l’economia.

Fra i tedeschi, emerge infatti da una ricerca della Fondazione per l’Equità, il tasso di persone al di sotto della soglia di povertà non è mai stato così alto fin dagli anni della riunificazione.

A dispetto del calo record della disoccupazione, la percentuale di tedeschi che si trova in stato di povertà sarebbe salita al 15,7%, spiega il direttore della Fondazione Ulrich Schneider, che ha basato le proprie ricerche sui dati dell’Ufficio federale di statistiche.

Dallo stesso rapporto si apprende che nel 2015 le persone che vivevano in condizioni di povertà erano quasi 13 milioni, pari al 14,7% della popolazione.

I numeri fotografano insomma la situazione di una Germania che è sì in crescita economica da diversi anni, ma che allo stesso tempo non riesce ancora a ridurre il divario sociale fra i ricchi e gli indigenti e anzi vede allargarsi la forbice sociale.

Fra le categorie più a rischio povertà, spiega la Federazione, ci sarebbero in particolare i disoccupati e i genitori single: inoltre un terzo degli stranieri e un quarto delle famiglie con tre o più bambini sarebbero a rischio povertà.

Le associazioni di volontariato, inoltre, segnalano un incremento del numero di anziani che rischiano di precipitare nell’indigenza.

Fra i Land dove più è cresciuto il tasso di povertà in proporzione, c’è la regione di Berlino(dove il numero di chi vive sotto la soglia di povertà cresce del 2,4%) e in quella di Brema (dove la percentuale arriva al 24,8%). In valori assoluti, le regioni con meno poveri sono la Baviera (11,6%) e il Baden-Wuttemberg (11,8%).

Fonte: qui

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