Adesso Angela Merkel trema davvero. Il cielo di Berlino ora è pieno di nuvole. Nelle elezioni per la città-Land della capitale tedesca, il partito della cancelliera avrebbe ottenuto solo il 18%, in forte flessione rispetto al 23,3% delle precedenti consultazioni. Si tratterebbe del peggiore risultato nella capitale dalla fine della Seconda guerra mondiale. I populisti della Afd, al loro esordio nel Land di Berlino, avrebbero ottenuto il 12% entrando per la prima volta nell’assemblea locale. Sono questi i primi exit-poll pubblicati dal primo canale pubblico Ard alla chiusura dei seggi. I socialdemocratici della Spd restano primo partito col 23%, ma anche loro sono in flessione. “La fine della grande coalizione”, titola secco Die Welt. E in effetti il rischio è altissimo e sono possibili anche ripercussioni a livello nazionale.

Oggi circa 2,5 milioni di elettori si sono recati alle urne. E hanno decretato l’ennesima batosta per la Merkel, il cui partito, già nelle elezioni regionali del 4 settembre in Meclemburgo-Pomerania anteriore, aveva subito il sorpasso da parte del partito anti immigrati Alternativa per la Germania (AfD). E anche qui il tema dell’immigrazione ha tenuto banco ed è stato determinante. E ha confermato la tendenza degli ultimi mesi basata su un’erosione dei consensi delle grandi formazioni politiche a vantaggio della nuova destra radicale.

A Berlino per la Cdu il rischio è di passare all’opposizione. Attualmente la capitale ha un’amministrazione a guida Spd, che governa però in coalizione con la Cdu come partner di minoranza. Adesso si potrebbe passare a un governo tripartito composto da Spd, Verdi (dati al 15%) e Die Linke (dati al 14,5%). Gli occhi restano puntati sul partito anti immigrati AfD, che ha ottenuto consensi cavalcando le paure legate al massiccio arrivo di migranti (nel 2015 la Germania ha accolto oltre un milione di persone) e criticando la cosiddetta “politica delle porte aperte” della Merkel.

La destra tedesca cavalca l’onda e aumenta i consensi in vista delle elezioni generali del settembre del 2017. Un cammino sempre in salita quello dell’Afd. Alle elezioni federali del 2013 l’AfD fu a un passo dall’ingresso al Bundestag, cioè il Parlamento nazionale, dal quale restò fuori di poco perché ottenne qualche decimale in meno rispetto alla soglia di sbarramento del 5%. Allora faceva dell’euroscetticismo il suo cavallo di battaglia, mentre adesso ha modificato il suo messaggio in aperto contrasto alla politica dell’accoglienza attirando un altro tipo di voto di protesta, fino a entrare nei Parlamenti regionali di nove dei 16 Laender tedeschi.

Contemporaneamente, la Merkel è sempre di più sotto pressione da parte dei suoi affinché dia una svolta di destra alla sua politica, come le chiede da mesi la branca bavarese della Cdu, la Csu, che paventa la possibilità di non sostenere una candidatura della cancelliera nel caso in cui lei decida di ripresentarsi.

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