Angela Merkel probabilmente perderà le elezioni politiche tedesche del prossimo anno, ma ciononostante non perde occasione per peggiorare la sua situazione. Il cancelliere riceverà domani a Berlino il presidente russo Vladimir Putin e quelli di Francia e Ucraina, François Hollande e Petro Poroschenko, per un vertice sulla crisi ucraina. Lo ha reso noto il portavoce di Merkel, Steffen Seibert. Al centro del vertice, gli sviluppi del processo di pace nell’Ucrainaorientale e i progressi nella messa in pratica degli accordi di Minsk, ha aggiunto Seibert. È la prima volta che il presidente russo sarà a Berlino, dopo lo scoppio della crisi ucraina. Il cosiddetto Quartetto di Normandia comprende i leader di Russia, Ucraina, Francia e Germania. La Merkel ha ribadito che la Germania non esclude sanzioni contro la Russia per le operazioni di Mosca in Siria, operazioni che, ricordiamo, sono volte alla lotta all’Isis. La posizione era già stata formulata ieri dal portavoce governativo Steffen Seibert. Merkel ha detto di essere «dell’opinione che nessuna opzione, inclusa quella delle sanzioni, può essere tolta dal tavolo, vista la situazione. Ma la priorità è quella di diminuire la sofferenza della gente in qualche maniera e questo sarà un tema domani», ha aggiunto.

La Merkel sempre più giù nei sondaggi

Inoltre il cancelliere tedesco ha invitato a non attendersi «miracoli» dal vertice sull’Ucraina di domani. «Sicuramente dall’incontro di domani non ci si può aspettare alcun miracolo», ha detto Merkel a Berlino come riferisce l’agenziaDpa. «Ma parlare è sempre necessario, anche se le opinioni divergono in maniera molto forte», ha detto ancora la cancelliera, parlando del vertice ha cui parteciperanno Poroshenko, Hollande e Putin. Da parte sua invece il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn si è detto contrario a nuove sanzioni alla Russia per Aleppo. «Non vedo come ulteriori sanzioni possano contribuire a stabilire un cessate il fuoco durevole» in Siria, ha detto il ministro al quotidiano di Berlino Tagesspiegel. L’ipotesi, avanzata ieri da Stati Uniti e Gran Bretagna, troverebbe l’appoggio proprio della Merkel che, secondo quanto già riportato ieri dalla testata domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung, vorrebbe fare pressioni in questo senso al prossimo summit Ue di giovedì e venerdì. Ma dal suo alleato di governo socialdemocratico sono arrivate chiare indicazioni di dissenso: «È un’espressione di impotenza», ha bocciato le sanzioni un portavoce del gruppo parlamentare Spd alla Faz.

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