NON ACCENNA A DIMINUIRE LA PERCENTUALE DI COLORO CHE METTONO SUL MERCATO L’ABITAZIONE PER AIUTARE I FIGLI, PER SOSTENERE LA PROPRIA IMPRESA IN DIFFICOLTÀ O PER MANTENERE UN CERTO STANDARD DI VITA.

Milano – Malgrado gli spot elettorali del premier, e le sue ipocrite iniezioni di ottimismo, la povertà in Italia continua a dilagare.

Cinque milioni di poveri, un decimo della popolazione. Basta mettersi una mattina davanti alla Caritas e osservare la fila che si allunga per avere un pasto, andare alla stazione a vedere in quanti ricevono il pacco con i generi alimentari e cercano un posto dove dormire. Non solo stranieri.

Ma c’è anche chi, pur avendo un tetto sopra la testa, fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Anzi, sceglie per necessità di effettuare un solo pasto al giorno. E a farne le spese sono soprattutto gli anziani. Sono questi, sempre più spesso, che ricorrono al meccanismo della «nuda proprietà», specchio di un pezzo della società italiana. Questo sistema consente ai proprietari di una casa di avere liquidità immediata derivante dalla cessione del proprio immobile, pur continuando a vivere nel loro appartamento per il resto della propria vita. Ciò consente a chi vuole investire nel «mattone», a volte anche ricchi speculatori, di acquistare immobili a prezzi inferiori a quelli di mercato, che vanno in rapporto all’età del venditore. Se il venditore ha tra i 45 e i 50 anni, lo sconto rispetto al valore di mercato sarà circa del 75%, mentre se il venditore è oltre i 50 lo sconto per il compratore si riduce al 25%. Solo il 10% se il proprietario ha oltre 80 anni. Di solito chi ricorre alla nuda proprietà è un uomo (60%), ha un’età vicina ai 70 anni, vive nelle grandi città e nel 60% dei casi è rimasto solo.

Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate – Omi, nel 2015 le compravendite di abitazioni in nuda proprietà sono state quasi 21.600 (+1,9% rispetto al 2014). Secondo il Centro Studi di Casa.it, resta molto alto l’interesse per l’acquisto di abitazioni con questa formula, con la domanda cresciuta negli ultimi tre anni in media del +35% e che vede il Veneto(+45%), la Liguria (+44%) e la Toscana (+38%) ai primi posti per tasso di crescita. Stabile, invece, il numero di proprietari che decidono di mettere in vendita l’abitazione con la nuda proprietà: le regioni con la crescita maggiore dell’offerta sono la Liguria (+8% negli ultimi tre anni), il Piemonte (+7%), l’Emilia-Romagna(+6,4%) e il Veneto (+5,2%).

I motivi che spingono i proprietari a vendere la propria abitazione in nuda proprietà sono diverse e toccano sia la sfera socio-economica che quella personale. «Chi decide di ricorrere alla nuda proprietà – afferma Alessandro Ghisolfi, responsabile del Centro Studi di Casa.it – nel 70% dei casi lo fa perché, trovandosi in difficoltà economica, ha la possibilità di avere liquidità immediata per mantenere un certo tenore di vita, nel 22% dei casi per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età o per sostenere i figli nell’acquisto della casa, e l’8% dei casi, non avendo eredi, decide di regalarsi una sorta di pensione integrativa per migliorare la qualità della propria vita».

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