Laura Boldrini esulta, anche se non è chiaro perché. La sua raccolta firme contro le bufale online (www.bastabufale.it) ha raggiunto la mastodontica – si fa per dire – cifra di 14mila sottoscrizioni.

Per carità, sono passati solo dieci giorni dal lancio dell’iniziativa, ma non è certo una cifra enorme per una sottoscrizione sponsorizzata dalla presidente dalla Camera, rilanciata da tutti quotidiani nazionali e soprattutto in cui basta soltanto dare nome e cognome e una mail.

Lasciamo perdere il fatto che per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare di firme ne servirebbero 50mila.

Limitiamoci alle campagne in Rete. Per fare un confronto, la petizione lanciata su CitizenGo Italia per chiedere le dimissioni di Francesco Spano, il direttore dell’Unar finito nella bufera per il finanziamento di circoli gay in cui si praticano orge e prostituzxione, ha raccolto in un giorno ben 17mila firme.

Ed è rimasta online meno di 24 ore. Oppure si pensi alla richiesta di dimissioni di Valeria Fedeli, neo ministro dell’Istruzione beccata con una laurea mai conseguita: pochi giri di orologio e in 89mila persone misero una sigla sotto la sottoscrizione online. Allo stesso modo la campagna per fermare lo spettacolo Gender nelle scuole, Fa’Afafine, raggiunse 80mila sigle in sei giorni.

Potremmo andare avanti per ore ed ore. In realtà se la petizione #bastabufale è, come dice la Boldrini, “la dimostrazione di quanto sia sentito il problema della disinformazione, delle bufale e delle false notizie nel nostro Paese”, allora c’è da pensare che non siano molti gli italiani disposti a seguirla.

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Senza contare che alcuni giorni fa scrivemmo di come all’appello del presidente della Camera, insieme a Fiorello e Francesco Totti, si sia registrato pure Sandro Il Bufalaro.

Chi è? Nessuno: un troll (falso profilo) inventato da noi. Chissà se tra le 14mila firme rivendicate dalla Boldrini c’è ancora lui, visto che a noi non sono arrivate mail di cancellazione.

È credibile una campagna contro le bufale che si vanta della firma di un Bufalaro?

Comunque, passi pure questa. Il fatto è che un appello che chiede soltanto nome, cognome e mail ai sottoscrittori non è certo il massimo dell’attendibilità.

Per fare un esempio, da circa sei mesi sulla piattaforma Change.org da sei mesi gira una petizione per chiedere alla Boldrini di lasciare la poltrona della terza carica dello Stato.

“Non possiamo permettere – si legge – che a rappresentarci ci siano persone come Laura Boldrini”. Totale sottoscrittori: circa 40mila persone. Raccolte allo stesso modo in cui le raccoglie Boldrini: solo nome, cognome e mail.

Alla fine della raccolta firme, scriveva ieri la divina Laura su Facebook, “convocheremo intorno a un tavolo tutti i soggetti che possono e devono contribuire ad arginare il fenomeno delle fake news”. Ovvero Google, Facebook, i giornali, il governo e via decendo.

“Piú firme avrá l’appello – urla la presidente – più saremo forti nel far sentire la nostra voce”.

Per ora l’hanno seguita in pochi.

Fonte: qui

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