A una settimana dal voto negli Stati Uniti, la partita tra il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton è ancora apertissima secondo i sondaggi che danno il tycoon a un passo dall’ex segretario di Stato. Certo la Clinton è in vantaggio, ma se pur dovesse vincere, il suo destino sarebbe segnato dallo scandalo sulle email e la relativa inchiesta dell’Fbi.

Il politologo Edward Luttwak non ha dubbi e nella sua intervista al Giorno spiega: “Dal vaso di Pandora, appena scoperchiato, verrano fuori altri scandali. Scandali per l’intera famiglia. Non solo Hillary, non solo Bill, non solo la Fondazione, ma anche la figlia Chelsea”.

Nuovi guai possono arrivare dal vizietto dell’unica figlia dei Clinton: “Capita, per esempio, che viaggi su jet privati invitata come speaker a pagamento a conferenze dedicate al global warning”.

L’indagine sulla Clinton portata avanti dall’Fbi non si fermerà neanche se lei dovesse vincere: “Nemmeno se il direttore James Comey dovesse essere sostituito – garantisce Luttwak – Il che non sarà facile, anche perché in quel posto Comey è stato messo dall’amministrazione democratica”.

La vittoria dei democratici non salverebbe la Clinton se per esempio la maggioranza alla Camera restasse nelle mani dei Repubblicani: “La nomina di uno Special Prosecutor sarebbe probabile – dice ancora Luttwak – E altrettanto probabile uno Special Prosecutor sarebbe l’inizio di un procedimento di impeachment”.

I guai per la Clinton riguardano il suo periodo da Segretario di Stato. Il sospetto già sollevato da diversi deputati repubblicani è che il Dipartimento di Stato avrebbe promosso gli interessi della Fondazione Clinton e della famiglia:

“Un esempio – racconta Luttwak – un principe del Qatar le avrebbe chiesto udienza per concludere un certo affare per il quale il Dipartimento di Stato avrebbe dovuto dare luce verde. Nessuna risposta. Allora il principe avrebbe fatto una ricca donazione. Le porte del Dipartimento si spalancano e l’affare viene concluso”.

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