Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione Europea, si e’ pronunciato a favore di una semplificazione del processo decisionale, con l’introduzione del voto a maggioranza qualificata a livello ministeriale (anche se resterebbe la possibilita’ di veto a livello di Consiglio) su alcune materie, come la base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle societa’ (Ccctb), l’Iva, le imposte per l’industria digitale e sulle transazioni finanziarie.

L’Irlanda, che per attirare multinazionali offre alle societa’ un’aliquota del 12,5 per cento ed e’ contraria alla Ccctb, si prepara a respingere il tentativo della Commissione di controllare la politica fiscale societaria. Se la proposta di Juncker fosse adottata, riferisce il quotidiano britannico ”The Times”, il potere degli Stati membri piu’ piccoli, come l’Irlanda, si ridurrebbe; a Dublino l’introduzione di un pacchetto di regole comuni per calcolare quanto dovuto dalle societa’ potrebbe costare quattro miliardi di euro all’anno. I politici irlandesi sono preoccupati.

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Fonti ufficiali del governo hanno dichiarato che Dublino resistera’ a qualsiasi modifica sui diritti di voto esistenti in materia di tasse societarie. Fergal O’Brien, direttore delle politiche e degli affari pubblici dell’Ibec, la piu’ grande organizzazione d’impresa irlandese, spiega che e’ essenziale per l’economia mantenere la piena sovranita’ fiscale e la competitivita’, soprattutto in vista della Brexit. A suo parere l’Ue, attraverso il mercato unico, apporta vantaggi a un paese piccolo come l’Irlanda, ma e’ necessario mantenere la capacita’ di adattare le politiche fiscali o sarà scontro.

via Il Nord

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