PARIGI –  Continua da parte della stampa francese l’attenta analisi delle vicende italiane, con particolare riguardo a quelle finanziarie, data la fragilità sia dei conti pubblici che dell’intero sistema bancario nazionale.

“In Italia c’e’ una vena di sottile soddisfazione che accompagna le inquietudini suscitate dalle difficolta’ di Deutsche Bank, una sorta di rivincita da parte di un paese che troppo spesso e ingiustamente a suo dire si sente additato in Europea come il cattivo scolaro“.

Inizia così l’articolo di prima pagina sull’edizione di oggi in edicola del quotidiano economico finanziario francese “Les Echos” (l’equivalente del Sole 24 Ore in Francia).

L’analisi descrive la situazione del sistema bancario italiano alla vigilia di una settimana cruciale per i mercati europei.

Il pezzo, a firma del corrispondente da Roma Olivier Tosseri, ricorda pero’ che nella prospettiva dell’Unione bancaria – che tuttavia appare sempre più lontana e fumosa per l’opposizione sia della Germania che di tutti gli stati del Nord Europa facenti parte della Ue – le disgrazie di un paese non fanno la felicita’ di un altro: l’Italia e’ cosciente che le sue banche rischiano di subire la speculazione dei mercati finanziari, ai quali peraltro nei prossimi mesi dovra’ rivolgersi per risanare Monte dei Paschi di Siena e per una serie di aumenti di capitale, non ultimo quello di Unicredit, di alune banche regionali venete e liguri.

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E queste speculazioni potrebbero concretamente causare una destabilizzazione sistemica tanto del circuito bancario italiano, quanto di quello dell’eurozona.

Operazioni che dovranno effettuarsi invece senza inciampi – sottolinea Les Echos – affinchè le rassicurazioni sulla solidità degli istituti di credito del Paese, ripetute ad ogni pie’ sospinto dal presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi e dal suo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, da semplici auspici diventino realtà.

Eppure, scrive in ultimo Les Echos, i passi intrapresi dal governo italiano per favorire il risanamento ed il consolidamento di un settore bancario ancora troppo frammentato non saranno sufficienti in assenza di una solida ripresa dell’economia italiana: per ora invece, sottolinea Tosseri, le prospettive appaiono piuttosto misere, mentre ormai siamo a ottobre.

E a conferma della previsione nefasta del quotidiano finanziario francese è arrivata questa mattina la “revisione” fatta dall’Istat sulla crescita acquisita del Pil dell’Italia nel 2016: da un già modestissimo +0,7% l’Istat la porta a +0,6% e con questo l’intero quadro della finanza pubblica previsto dal governo subisce un colpo micidiale.

La crescita ha previsto e sulla quale il governo Renzi ha impostato la spesa pubblica italiana per il 2016 e soprattutto l’equilibrio della finanza pubblica, era esattamente il doppio.

Fonte: Il Nord

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