PARIGI – Tre giorni fa, era stato Le Figaro a lanciare l’allarme Italia per colpa dell’immigrazione africana, arrivando ad affermare che mette a rischio la sicurezza nazionale francese. Questa mattina, nuovo forte attacco sempre dalla stampa di Francia al governo italiano, adesso sul versante economico e finanziario.

Il quotidiano economico francese Les Echos – l’equivalente del Sole 24 Ore in Francia – pubblica nel giornale in edicola da poche ore, una lunga analisi in cui il suo corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, presenta i temi della ripresa politica in Italia, prevista il 12 settembre con la riapertura del Parlamento.

“Aldila’ dell’emergenza creata dal terremoto del 24 agosto scorso – scrive il giornalista francese – il premier Matteo Renzi ha ben presente quali siano le prossime scadenze: innanzitutto il referendum costituzionale, che il presidente del Consiglio italiano ha voluto personalizzare con il risultato, per il momento, di offrire un’insperata occasione alle sue disparate opposizioni per riprendere vigore e coesione nella speranza di rottamare il suo governo in carica da due anni e mezzo”.

Il fronte anti-Renzi, infatti, è trasversale e diviso tra centrodestra, destra, sinistra a Movimento 5 Stelle, ma la tattica miope di Renzi di aver fatto del Referendum constituzionale il banco di prova del consenso al suo governo e alla sua persona, ha dato a questo variegato fronte che gli si oppone un tema solidissimo e unitario per votargli compattamente contro, benchè le singole posizioni politiche siano per molti versi differenti se non l’una l’opposto dell’altra.

“Renzi – prosegue l’articolo – si e’ accorto dell’errore e sta cercando di correggerlo riportando l’attenzione dell’opinione pubblica sul merito della riforma costituzionale, su consiglio dello spin doctor statunitense Jim Messina e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella” tuttavia i sondaggi sul tema consinuano a segnalare la vittoria del no. Sembra essere ormai troppo tardi per recuperare.

“La consultazione – ricorda Les Echos – inoltre arriva nel peggior momento possibile per l’esecutivo: l’autunno e’ il periodo dell’anno in cui in Italia viene elaborata la Legge di stabilita’, e con il peggioramento dei dati economici del paese sara’ necessario dispiegare un tesoro di ingegnosità per rilanciare la debolissima ripresa. Come se non bastasse, durante il mese di settembre si parlera’ anche del salvataggio del Monte dei Paschi di Siena, la terza banca italiana, il cui fallimento provocherebbe importanti ripercussioni sull’intero settore bancario della Penisola, gia’ in crisi di suo”.

Non ultimi, i dati economici, con l’Istat che segnala la crescita zero nel secondo trimestre del 2016 e l’impellenza, segnalata da più parti, di forti aumenti di capitale delle principali banche italiane, quali Unicredit, Ubi Banca e Banca Intesa. Serviranno a breve 11 miliardi di euro per evitare che i crediti in sofferenza di questi tre istituti li portino al bail in, dato che si tratta di ben 151,7 miliardi di euro inesigibili perchè i debitori non sono più in grado di ripagarli.

“In questo contesto – conclude l’analisi di Les Echos – l’instabilita’ politica che sarebbe innescata da un’eventuale sconfitta di Renzi al referendum costituzionale annienterebbe le speranze di ripresa economica – che per altro anche amesso vi fosse, s’è già fermata – e riattiverebbe la speculazione finanziaria sui mercati. E questo, senza contare che lo stop alle riforme avviate dal suo governo creerebbe una crisi di fiducia da parte degli investitori stranieri. Per molto tempo – ricorda in ultimo Tosseri – Renzi si è piccato di ripetere che l’Italia non è più ‘il problema dell’Europa’: oggi come oggi, però, non si può escludere che torni ad esserlo”.

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