La “buona” scuola di Renzi, ancora una volta si scopre non essere poi così “buona”. E uguale per tutti. Una storia come tante quella di Luigi, ma come tante altre (purtroppo) tocca il cuore di chi la legge.

Lui avrebbe dovuto frequentare la quinta elementare ad Arpaia, in provincia di Benevento, ma gli è stato negato il diritto allo studio. Sì, perchè Luigi non è un bambino come tanti: è ‘speciale’. O meglio, è affetto da distrofia muscolare di Duchenne, una grave malattia che lo tiene legato ad una sedia a rotelle, a soli nove anni.

La sua drammatica esperienza viene fuori dall’urlo di dolore e di denuncia della mamma Anna sul quotidiano ‘OggiBenevento’. “Il mio bambino è costretto a restare a casa” racconta la povera donna.

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Perché? La struttura scolastica è inagibile e le ore di studio sono svolte nella sede del Municipio. “La classe di Luigi era stata posizionata al primo piano proprio per rendere agevole l’ingresso al bimbo disabile, ma – spiega la mamma al quotidiano locale – alcuni genitori hanno protestato e la classe è stata spostata al secondo piano, impedendo in questo modo l’ingresso a scuola del mio bambino”.

A nulla sono valsi gli appelli disperati della donna al sindaco del paese, Mario D’Ambrosio, all’assessore Vincenzo Pelvi e al dirigente scolastico Giovanni Marro. Luigi farà solo due ore di lezione al giorno, senza poter condividere con i compagni la didattica, scherzare e crescere con i bambini della sua età. Un’invalidità, oltre che fisica, anche sociale. Inammissibile.

Fonte: qui

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