Rabbia e frustrazione sono diffuse in tutto il mondo per l’abbattimento dell’aereo della Malaysia Airlines, che ha provocato la morte di 298 persone. Prima di accusare il presidente russo, Vladimir Putin, di crimini di guerra o congedare l’intero episodio come un tragico avvenimento, vale la pena – secondo la rivista americana Slate Magazine – guardare al passato e ricordare un altro aereo di linea abbattuto: era il 3 luglio 1988 quando un volo dell’Iran Air fu colpito da un missile statunitense mentre sorvolava lo stretto di Hormuz.

L’aereo, diretto dalla città iraniana di Bandar Abbas a Dubai, fu colpito da un missile lanciato dall’incrociatore Vincennes della marina militare americana, mentre volava nello spazio aereo iraniano; morirono 290 persone, inclusi 66 bambini. Ventisei anni dopo, il caso è ormai stato quasi completamente dimenticato, ma resta il settimo peggior disastro aereo nella storia (quello della Malaysia Airlines è diventato il sesto) e uno degli eventi più vergognosi per il Pentagono.

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Secondo il governo degli Stati Uniti, l’equipaggio del Vincennes scambiò l’A300 della Iran Air per un caccia F-14 Tomcat dell’Aeronautica militare iraniana, mentre per Teheran l’incrociatore puntò intenzionalmente al velivolo civile. Il governo degli Stati Uniti espresse allora rammarico per la perdita di vite umane e nel 1996, otto anni dopo l’incidente, accettò un accordo mediato dalla Corte internazionale di giustizia che stabiliva un risarcimento complessivo alle famiglie delle vittime per 61,8 milioni di dollari.

Tuttavia Washington non ha mai ammesso errori e non ha mai presentato scuse ufficiali al governo iraniano. I due eventi, per certi versi, sono simili: il Boeing 777 della Malaysia Airlines volava sull’Ucraina dell’est, dove è in corso una guerra civile, e sarebbe stato colpito per errore dai ribelli filorussi; l’Airbus iraniano, invece, fu coinvolto nella cosiddetta “guerra delle petroliere” nello stretto di Hormuz. Sono due eventi, per Slate, da cui si dovrebbe imparare: gli Stati Uniti ne sarebbero usciti in maniera migliore, se avessero ammesso le loro colpe, così come oggi sarebbe meglio farlo per la Russia.

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