Volano gli stracci in Eurozona, dopo la sentenza che chiede alla Apple di versare all’Irlanda 13 miliardi di euro di tasse arretrate. Mentre Dublino – un po’ paradossalmente – ha già presentato ricorso contro la decisione dell’Ue, in Austria il premier Kern la appoggia  – come riporta la Reuters – e accusa le multinazionali di pagare tasse in misura irrisoria anche nel suo paese. Attacca però anche i diversi stati membri che praticano politiche fiscali troppo generose per attirare le grandi aziende, accusandoli di mancare di solidarietà verso il resto dell’Eurozona.
Mentre si evidenzia su cosa si è basato il tanto decantato boom irlandese, vengono al pettine i nodi legati ai mitizzati investimenti esteri e caos e disgregazione sono in ulteriore aumento in Europa.

F. Murphy e D. Evans – Reuters, 3 settembre 2016

 

Le multinazionali come la catena di caffè Starbucks e il sito di vendita online Amazon in Austria pagano meno tasse di una delle minuscole bancarelle di salsicce del paese: lo ha denunciato il cancelliere di centro-sinistra della repubblica in un’intervista pubblicata venerdì.

Il cancelliere Christian Kern, leader dei socialdemocratici e del governo di coalizione di centro, ha anche criticato i giganti di internet Google e Facebook, affermando che se pagassero più tasse le sovvenzioni per la carta stampata potrebbero essere aumentate.

“Ogni caffè viennese, ogni banchetto di salsicce in Austria paga più tasse di una multinazionale,” sono due frasi riportate da quanto ha detto Kern in un’intervista al quotidiano Der Standard, evocando due importanti simboli della cultura alimentare della capitale austriaca.

“Questo vale anche per Starbucks, Amazon e altre aziende”, ha aggiunto, elogiando la decisione della Commissione europea di questa settimana, che ha stabilito che Apple dovrebbe pagare all’Irlanda fino a 13 miliardi di euro (14,5 miliardi di dollari) in tasse più gli interessi, perché le condizioni speciali per attirare profitti nel paese sono state dichiarate un aiuto di stato illegale.

Apple ha detto che impugnerà la decisione, che l’amministratore delegato Tim Cook ha definito “una completa schifezza politica”. Google, Facebook e altre multinazionali dichiarano di adeguarsi completamente alla normativa fiscale.

Kern ha anche criticato gli stati membri dell’Unione Europea con regimi fiscali agevolati che hanno attirato le multinazionali – e sono stati messi sotto esame da Bruxelles.

“Quello che stanno facendo Irlanda, Paesi Bassi, Lussemburgo e Malta manca di solidarietà verso il resto dell’economia europea”, ha detto.

Si è astenuto dal chiedere che Facebook e Google pagassero più tasse, ma ha sottolineato le loro vendite significative in Austria, che ha stimato in oltre 100 milioni di euro ciascuno, e il loro numero di dipendenti relativamente piccolo – una “buona dozzina” per Google e “presumibilmente ancora meno” per Facebook.

“Hanno massicciamente risucchiato il volume di pubblicità prodotta dall’economia, ma non pagano né l’imposta sulle società, né sulla pubblicità in Austria”, ha detto Kern, che è diventato cancelliere nel mese di maggio.

Fonte: Voci dall’Estero

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