Analisi del Front National potenzialmente, secondo i sondaggi, primo partito in Francia.

Ancora una volta, il Front National di Marine Le Pen torna a far tremare la scena politica francese. Secondo un sondaggio condotto il 4 e 5 settembre dall’Ifop e pubblicato dal quotidiano ‘Le Figaro‘, il partito di estrema destra vincerebbe le elezioni presidenziali se si dovessero svolgere in questo periodo. Al primo turno, Marine Le Pen batterebbe tutti i possibili candidati dell’UMP: nel caso in cui si presentasse Nicolas Sarkozy, otterrebbe il 28% contro il 25% dell’ex Presidente; con Alain Juppé la forbice si allargherebbe, arrivando a 30% contro 24%, mentre in uno scontro contro François Fillon il risultato sarebbe di 17% contro 32%.

Al secondo turno, poi, la leader dell’estrema destra francese straccerebbe il suo omologo socialista 46% contro 54%, ottenendo risultati tennistici anche contro gli altri rappresentanti di centrodestra: 60% a 40% contro Sarkozy, 64% a 36% contro Juppé e 57% a 43% contro Fillon.

Con questi dati, definiti ‘storici’ dalla stessa Le Pen, il FN si attesta momentaneamente come primo partito in Francia, continuando un’ascesa che sembra ormai inarrestabile. Il Primo Ministro Manuel Valls ha commentato i risultati dal palco della Festa dell’Unità a Bologna, dichiarandosi preoccupato del fatto che l’estrema destra è «ormai alle porte» e che una eventuale vittoria del FN rappresenterebbe «un colpo terribile, forse fatale, che verrebbe assestato all’Europa intera». Dichiarazioni simili sono arrivate anche dal centrodestra attraverso Alain Juppé, che ha definito le idee del FN «estremamente pericolose per la Francia».

Consapevole del peso politico ormai raggiunto dal suo partito, la leader dell’estrema destra francese aveva già lanciato un messaggio al Presidente alcuni giorni prima della pubblicazione di questo sondaggio, proponendosi come Primo Ministro del Governo al posto dell’attuale Valls. Un’offerta dai toni chiaramente provocatori, che per un momento aveva fatto ipotizzare la creazione di un Governo dicoabitazione‘.

Grazie ad un meticoloso lavoro di immagine e comunicazione, il FN si è ormai imposto agli occhi dell’elettorato nazionale come una valida alternativa alle forze di centrodestra e centrosinistra.

Sono ormai lontani i tempi in cui l’estrema destra francese rivestiva il ruolo di contestatrice, con slogan razzisti e xenofobi indirizzati al mondo ebraico e islamico. Messi da parte i toni più ‘vivaci’, il FN ha saputo ripulire mediaticamente la sua immagine imponendo la figura di una leader combattiva ma al tempo stesso rispettosa delle istituzioni, capace di competere usando le stesse armi dei suoi avversari senza ridursi a dichiarazioni teatrali come faceva il suo predecessore, nonché padre, Jean-Marie Le Pen. A questo si aggiunge l’arrivo di nuovi giovani come il vice-presidente, Florian Philippot e il Segretario Generale Nicolas Bay, che hanno contribuito a svecchiare il partito e ad attirare un elettorato più giovane e dinamico, pronto a collaborare attivamente dalla base.

Immigrazione, sicurezza, disoccupazione ed Europa: con questi temi, cari a tutta la destra europea, Marine Le Pen è arrivata a toccare le corde più sensibili dei francesi in un momento delicato per la nazione intera.

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Mentre l’UMP è spaccata da faide interne e il PS registra un calo di consensi senza precedenti nella sua storia, il FN si mostra al pubblico unito e compatto, deciso a procedere nella sua battaglia contro l’establishment istituzionale. «La nostra responsabilità è quella di essere pronti nel momento in cui i francesi ci chiameranno al potere», ha dichiarato la leader una settimana fa, mostrando così tutta la sua sicurezza in merito a una vittoria alle prossime presidenziali del 2017.

Di fondamentale importanza anche la strategia adottata per insediarsi nei diversi strati della società civile. Grazie alla creazione di collettivi inseriti in vari campi professionali, il FN è riuscito a creare una solida rete di attivisti nei settori più importanti del tessuto sociale.
Lo scorso 7 settembre, in occasione dell’incontro con i giovani svoltosi a Frejus, Marine Le Pen ha annunciato la creazione di ‘Audace’, una nuova associazione per giovani di età compresa tra i 25 e i 35 anni.  Questa nuova struttura si aggiunge alle già esistenti ‘Marianne’, destinata agli studenti universitari, e  ‘Racine’, composta invece da professori. L’attività associativa del partito, però, non si riduce al solo mondo accademico. Nei prossimi mesi, infatti, ne verranno inaugurate altre due: la prima, che vedrà luce a novembre, sarà orientata a valorizzare gli spazi marittimi francesi, e la seconda, prevista per dicembre,  sarà incentrata sul tema dell’ecologia e della transizione energetica.

Nonostante questa apparente solidità, resta qualche dubbio sulle reali capacità del partito nel prendere in mano le redini del Paese. Anche se i dirigenti si son più volte dichiarati pronti a governare nel caso in cui Hollande dovesse sciogliere l’Assemblée Générale, alcuni analisti restano perplessi a causa di evidenti ostacoli difficilmente superabili.

Secondo Sylvain Crepon, sociologo specialista dell’estrema destra francese, il FN avrebbe un serio problema strutturale nella gestione del potere: «Vincere nel 2017 sarebbe drammatico per il Paese. Il partito non ha ancora la cultura del governo né le capacità umane per esercitare il potere».  Una dichiarazione nettamente opposta a quella della Le Pen, che a tal proposito aveva affermato che «ci sono molte persone competenti nel partito che sono pronte ad assumersi le loro responsabilità».
La rapidità con cui il FN si è evoluto in questi ultimi tempi sembra non essere andata di pari passo con l’organizzazione interna, ancora evidentemente immatura per poter assumere ruoli  di primo piano in un Governo nazionale. Se da un lato il partito ha fatto passi da gigante a livello elettorale, dall’altro non è riuscito ad entrare in un’ottica dirigenziale adatta alla sua attuale posizione. Di questo sembrano essere consapevoli anche gli stessi dirigenti. A tal proposito, Nicolas Bay ha dichiarato che «attualmente la priorità è quella di irrobustire il partito per adattarlo alla nuova situazione». A questo si aggiunge un’altra difficoltà di natura esclusivamente pragmatica: se il FN dovesse arrivare al Governo, non ci sarebbero abbastanza deputati da poter presentare.

L’unica cosa certa è che gli altri partiti non si potranno più limitare a demonizzare semplicemente la sua linea politica additandola come populista e fascista. Grazie soprattutto ai demeriti dei suoi avversari, il FN ha ormai maturato una posizione di primo piano nello scacchiere politico francese e sarà bene che PS e UMPS tengano bene a mente i risultati delle ultime elezioni europee, dove l’estrema destra è riuscita a riportare a casa il 25% delle preferenze.

 

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