Manca poco al 4 dicembre,quando saremo chiamati a votare per il referendum indetto dal Governo Renzi sulle riforme.
Ma chi le ha chieste realmente queste riforme? Credete davvero che sia frutto della volontà del nostro governo? Questo è quello che vogliono farci credere ma la realtà è ben diversa.

Un documento del 28 maggio 2013 prodotto dalla JP Morgan, la nota banca d’affari americana, indica agli stati europei la strada da seguire per tutelare gli interessi dei gruppi bancari della finanza internazionale, e non gli interessi dei popoli, ne tanto meno quelli degli imprenditori.
Nel documento sono illustrati gli obiettivi delle riforme politiche che devono adottare gli stati europei. In esso la JP Morgan sostiene che le costituzioni dei paesi del mediterraneo (quindi anche l’ Italia) mostrano una forte tendenza socialista, tutelano i diritti dei lavoratori, il diritto alla salute e il diritto di protestare da parte del popolo contro decisioni o modifiche indesiderate. Tutti questi diritti rappresentano un ostacolo per la finanza internazionale, ed è per questo che la più importante banca del mondo ha invitato lo Stato italiano ad”impegnarsi in una pesante riforma politica”,

Avete capito ora? Siamo governati da un manipolo di servi della finanza globale che eseguono solo decisioni altrui per il bene delle banche e a discapito dei diritti dei cittadini.
A loro serve solo accentrare il potere per comandare e aprire le porte alla dittatura finanziaria.

Il vice presidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena ha dichiarato:
La nostra Costituzione costituisce l’ultimo ostacolo che l’oligarchia capitalistica neoliberista vuole abbattere per portarci tutti alla rovina più nera“.
Una eventuale vittoria del SI quindi spalancherà le porte del capitalismo che potrà fare dei nostri diritti ciò che vuole.

Ma chi ha chiesto agli ultimi governi italiani di attuare la volontà della grande finanza internazionale?
In una sua dichiarazione, agli albori del Governo Renzi il Ministro delle riforme Boschi ha dichiarato pubblicamente:

Il Presidente Napolitano visto che l’esperienza del Governo Letta sulle riforme costituzionali si era interrotta, nel dare l’incarico a Renzi chiede di formare un Governo che avesse come oggetto della propria attività la ripresa delle riforme costituzionali e della legge elettorale“.

Quindi, stando alle dichiarazioni del Ministro, quando Napolitano ha nominato Renzi con un sostanziale colpo di stato, gli ha dato un compito ben preciso: scrivere la riforma costituzionale suggerita dai gruppi bancari e dalla finanza internazionale.

Ed eccoci arrivati agli ultimi giorni prima del referendum che con un SI potrebbe sbloccare la vera natura della riforma (che non è scritta nel testo di tale referendum) ossia l’accentramento di tutti i poteri nelle mani di un governo di nominati che noi cittadini non eleggiamo, la riduzione del potere del parlamento (unico organo che sarà eletto dai cittadini).

loading...