Torino – Le «cassaforti» di casa Agnelli traslocano in Olanda: dopo 1 ora e 4 minuti, quanto è durata l’assemblea straordinaria dei soci, cioè alle 9 e 04 di ieri, Exor ha ricevuto l’ok degli azionisti riuniti in una sala del Centro congressi del Lingotto.

Assente il vicepresidente non esecutivo Sergio Marchionne, solito a non presenziare alle assisi della holding. Poco dopo è stata l’accomandita Giovanni Agnelli & C Sapaz, presenti i rappresentanti dei rami della famiglia Agnelli (25 i soci che hanno votato nell’attigua palazzina di via Nizza), a percorrere la stessa strada, dopo soli 40 minuti di dibattito.

Exor e accomandita, guidate entrambe da John Elkann, assumeranno la denominazione «Bv», seguendo gli esempi di Fca, Cnh e Ferrari Bv, già «tulipane». Resta invece in Italia Dicembre, la società che assicura a John, Lapo e Ginevra Elkann, gli eredi di Gianni Agnelli, il controllo dell’accomandita.

In mezza mattina, dunque, a 89 anni dalla fondazione di Ifi, holding finanziaria di controllo del Gruppo Agnelli poi trasformatasi nel 2009 in Exor, si è concretizzato l’ammaina bandiera a Torino. L’ultima assemblea in Italia di Exor (le prossime si terranno ad Amsterdam), ha visto la presenza dell’81% del capitale. La maggioranza ha votato a favore, ma i piccoli azionisti presenti hanno dato battaglia, rimproverando a Elkann di aver scelto la via olandese «per non avere discussioni con i soci».

Alcune prese di posizione: «Mi meraviglio di come i poteri forti abbiano permesso un atto che l’Avvocato mai avrebbe fatto», «Vedo la mancanza di un legame con l’Italia»; «Se Ferrari e Fca vogliono essere le nostre bandiere, devono restare qui»; «Gli altri gruppi dell’auto non hanno abbandonato la loro Nazione». Elkann ha risposto laconicamente a tutti.

«L’evoluzione di Exor – ha spiegato – è assolutamente naturale e i benefici sono chiari: oltre l’85% degli investimenti è in società olandesi (Fca, Cnh e Ferrari) o detenuto attraverso società olandesi (PartnerRe). Avremo maggiori sinergie ed efficienza». L’Olanda permetterà agli Agnelli di mantenere una presa salda sulla holding. La Exor olandese, infatti, godrà di un sistema di voto speciale per favorire i soci di lungo termine. Si potrà quindi pesare fino al 51% anche solo con il 5,1%.

Inoltre, in Olanda le plusvalenze degli azionisti non vengono tassate, mentre in Italia l’aliquota è del 5%. Elkann, in proposito, ha sottolineato che «la scelta di trasferirsi non è un escamotage fiscale». Una risposta è arrivata anche alle polemiche politiche, su cui hanno insistito i piccoli soci, relative alla perdita, per l’Italia e Torino, di un simbolo. «Ritengo – così il nipote dell’Avvocato – un grande errore dare un valore simbolico a questa operazione e cercare di estrapolare delle storie fantasiose.

Negli ultimi 10 anni abbiamo ridotto la quota di partecipazioni in Europa, dal 75% approssimativamente a un terzo del totale». Confermati, infine, i colloqui con Samsung per Magneti Marelli («che dobbiamo rafforzare industrialmente, per Fca è un asset strategico; sì, al cda di Exor ha partecipato il vicepresidente Jae Yong Leee e ci siamo parlati»), mentre con Seul ci potrebbe essere un accordo commerciale con PartnerRe (riassicurazioni).

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