PARIGI – Quello che la grande stampa italiana – e i principali telegiornali – fanno fatica a dire su Renzi e il suo declino e quindi censurano, campeggia in prima pagina sui principali giornali di Francia. Questa volta a scriverlo è una delle più autorevoli pubblicazioni francesi: il settimanale Le Nouvel Observateur ha pubblicato un reportage nel numero in edicola oggi sulla settima edizione della Leopolda, lo show politico tenuto nello scorso fine settimana a Firenze che e’ il “marchio di fabbrica” di Matteo Renzi e le cui edizioni passate hanno scandito la sua ascesa da sindaco del capoluogo toscano a capo del governo italiano.

“Questa volta pero’ Renzi non aveva niente da festeggiare, nonostante il titolo “E adesso il futuro!”, definito “altisonante” dalla giornalista francese Michelle Padovani: “In gioco c’e’ la stessa sopravvivenza del suo governo, stretto nella tenaglia tra il referendum del 4 dicembre prossimo sulla riforma della Costituzione che sta dividendo l’Italia in due e le conseguenze devastanti del terremoto del 26 ottobre scorso”.

“La kermesse – secondo la Padovani – e’ stata l’ultima occasione per Renzi di invertire la tendenza che vede il “No” al referendum in vantaggio di quattro punti sul “Si” nei sondaggi d’opinione: 52 per cento contro 48. E Renzi ha ragione a sentirsi completamente accerchiato: tutti i partiti politici senza eccezione, con l’esclusione della piccola formazione centrista dell’Udc, che fa parte del suo governo, e della maggioranza del suo Partito democratico, tutti stanno facendo campagna contro la riforma costituzionale, ma ancora di piu’ proprio contro di lui; dalla Lega nord a Forza Italia (Silvio Berlusconi), passando per il Movimento 5 stelle (Beppe Grillo ) e per l’estrema sinistra”.

“Nonostante Renzi rivendichi quanto fatto in questi due anni e mezzo a Palazzo Chigi, dalle riforme come il Jobs Act alle misure a favore delle pensioni piu’ basse fino alla credibilita’ riconquistata dall’Italia presso il presidente Usa Obama e presso la Commissione europea, la sua permanenza alla testa dell’esecutivo e’ minacciata dalla coalizione dei suoi avversari”.

D’altra parte, il Jobs Act non ha provocato un vero incremento di posti di lavoro, anzi gli ultimi dati danno in aumento i disoccupati, e la credibilità italiana presso Obama è davvero surreale, oltre che crespuscolare dato il fatto che domani – per chi legge questo articolo ora – potrebbe essere eletto un presidente di segno e indirizzo totalmente opposto a Obama, qual è Donald Trump. E in ultimo con la Commissione europea Renzi è ai ferri corti, cortissimi, dato che il Documento di Economia e Finanza che ha inviato a Breuxelles ha ricevuto un giudizio “totalmente insoddisfacente” come hanno dichiarato fonti della medesima Commissione Ue.

Insomma, conclude l’articolo de “L’Obs”, la settima Leopolda, che voleva realizzare “un altro modo di fare politica passando sopra la testa dei partiti”, rischia di essere l’ultima. L’ultima per Matteo Renzi, ovviamente.

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