Una tassa patrimoniale ufficialmente in Italia non esiste, benché ogni tanto la si ipotizzi o invochi, ma dagli averi degli italiani, non da quello che guadagnano ma da quello che possiedono (è imposta patrimoniale proprio quella che colpisce i possedimenti già in essere, non l’arricchimento derivante da profitti e redditi), lo Stato ricava comunque circa 50 miliardi di euro tramite una serie di imposte. Ecco quali.

Il possesso di una tv costa 100 euro l’anno a titolo di canone Rai e col suo inserimento nella bolletta elettrica dovrebbe fruttare circa 500 milioni di euro in più, nel 2016, rispetto al passato.

Avere un auto comporta il pagamento del bollo auto e per tutti i titolari di vetture nel 2015 questo si è tradotto in un esborso complessivo di 6,5 miliardi. Avere un tetto comporta il pagamento di Imu, Ici e Tasi, che nella casa ci si abiti o meno, per un valore che Confedilizia ha stimato pari a 22 miliardi di euro l’anno.

Gli investimenti soggiacciono a un’imposta di bollo dello 0,2% a prescindere dal fatto che procurino un guadagno o si risolvano in una perdita.

Su un conto corrente di oltre 5mila euro si pagano 34,2 euro l’anno e le transazioni finanziarie sono soggette alla Tobin Tax (che non tutti i Paesi europei hanno adottato).

Avere il jet è un vero lusso: dal 2011 è in vigore un’imposta erariale che va da 75 centesimi per ogni chilo per gli aerei fino a mille chili a 7,60 euro per quelli che superano le 10 tonnellate (l’Erario concede un forfait di 450 euro per alianti, motoalianti, autogiri e aerostati).

Fonte: Qui

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