PARIGI – Riassumendo, si potrebbe dire che l’Italia è il Paese degli usurai. La pesantissima accusa arriva dalla Francia, e non da un giornale qualsiasi, dal principale quotidiano della finanza d’Oltralpe: “Se l’usura fosse un’impresa, sarebbe una delle piu’ floride dell’Italia” titola Les Echos.

Il dato shock in ogni caso è ufficiale: lo afferma l’ultimo rapporto pubblicato dall’Istituto italiano di studi politici economici e sociali (Eurispes) ed è proprio questo studio che viene ripreso dal quotidiano economico francese Les Echos.

“Il giro d’affari annuale delle attivita’ usurarie nella Penisola ammonterebbe a 82 miliardi di euro: piu’ dell’Eni, uno dei piu’ importanti gruppi industriali del paese. A far prosperare l’usura e’ stata la crisi che negli ultimi anni ha colpito l’economia italiana – precisa il giornale – e la conseguente fragilita’ del sistema bancario del paese: gli istituti di credito infatti sono diventati estremamente prudenti nel concedere nuovi prestiti”.

E Les Echos aggiunge: “Secondo Unimpresa i crediti alle piccole e medie imprese italiane, spina dorsale del tessuto economico del paese, sono calati di quasi 16 miliardi di euro solo tra il maggio 2015 ed il maggio 2016. E cosi’ sempre piu’ aziende fanno ricorso a usurai senza scrupoli: sarebbero una ogni dieci secondo i dati raccolti da Eurispes”.

“Le attivita’ degli usurai sono tradizionalmente legati alla malavita organizzata, e non sorprende quindi che il fenomeno sia piu’ diffuso nel sud dell’Italia; ma con l’avanzare della crisi dopo il 2008, e con le crescenti difficolta’ finanziarie di imprenditori e famiglie, si e’ diffusa un’altra figura: quella dell’usuraio della porta accanto, che non e’ sempre un mafioso, anzi spesso non lo affatto- accusa il quotidiano”.

“Lo stato italiano ha reagito a questi nuovi fenomeni decidendo di unire i fondi di solidarieta’ contro il racket e l’usura; ma la legge anti-usura adottata venti anni fa soffre di una cronica lentezza burocratica nella sua applicazione: e cosi’ le vittime, che dovrebbero ricevere un aiuto finanziario entro sei mesi dal deposito della loro denuncia, troppo spesso sono ancora in attesa dopo due o tre anni”.

Il risultato è – conclude Les Echos – che il tessuto economico italiano è malato di usura e  contro l’usura il governo in concreto non sta facendo niente di decisivo per attaccarla.

C’è da osservare – a margine di questo duro attacco della migliore stampa economica di Francia – che dietro il crescente isolamento del governo Renzi in Europa, al punto che il premier non viene più nemmeno invitato agli incontri internazionali di livello tra Francia, Germania e stati del Nord viene messa a fuoco uan realtà desolante di un Paese ancora attanagliato dal crimine e avvelenato dagli usurai.

Fonte: Il Nord

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