In un infiammato articolo, Peter Koenig di Global Research si rivolge ai cittadini greci esortandoli a rendersi conto di ciò che stanno vivendo sulla propria pelle: un saccheggio totale, la riduzione in schiavitù e l’umiliazione come se avessero perso una guerra, per mano di un’élite finanziaria predatoria che si autodefinisce Unione europea. L’articolo esorta i Greci ad uscire  dai meccanismi dell’imperialismo occidentale, l’unica strada da intraprendere non solo per ricostruire un’economia distrutta, ma anche come indispensabile atto di dignità.

di Peter Koenig – Global Research, 11 marzo 2017

Cari e stimati cittadini greci,

Vi stanno massacrando davanti agli occhi del mondo e nessuno profferisce parola, tanto meno l’élite greca o il vostro stesso governo. Pochi, ma un po’ troppo pochi, decidono di permettere il massacro, perché non li riguarda. Sono accecati dal falso luccichio dell’euro e dell’appartenenza alla “classe elitaria” degli europei nobili (sic!).

A quanto pare vivono abbastanza bene, inclusi i socialisti al caviale di Syriza. Hanno permesso il dissanguamento, letteralmente il dissanguamento morale, sociale e psicologico della loro nazione. Le cure sanitarie non sono più disponibili, o sono privatizzate e costano troppo. Le pensioni sono state ridotte per cinque volte consecutive. Sono ridotte a un misero kit di sopravvivenza. Ad oggi sono state ridotte, in certi casi, fino a oltre il 50 percento. Folle di persone sopravvivono solo grazie alle distribuzioni pubbliche di generi alimentari. La gran parte dei servizi sociali, tra cui una parte importante dell’istruzione, è stata privatizzata e svenduta. Scomparsa in un baleno. Scomparsa per ordine della Germania – e della sacra Troika – la banda criminale composta da Fondo monetario internazionale (FMI), Banca centrale europea (BCE) e Commissione europea. L’ultima dei tre è una mera accozzaglia di burattini corrotti e mai eletti che decidono il destino di 800 milioni di europei – e VOI, il popolo greco, accettate le bastonate che vi infliggono.

Nel settembre 2016 la Commissione europea, organo mai eletto, ha inviato alla Grecia una proposta di legge redatta a Bruxelles  di oltre 2000 pagine, scritta in inglese, che il Parlamento greco avrebbe dovuto ratificare entro pochi giorni – altrimenti.. – ecco, nessuno si è chiesto: “Altrimenti cosa?”

A Bruxelles non si sono nemmeno degnati di tradurre in greco quell’illeggibile mucchio di carte pieno di tecnicismi legali, né hanno concesso al Parlamento il tempo sufficiente per leggerlo, per digerirlo e discutere la nuova legislazione fiscale. La maggior parte dei parlamentari non ha proprio potuto leggerlo, a causa della lingua o per la mancanza di tempo. Il Parlamento, però, lo ha ratificato lo stesso.

Ai sensi di questa nuova legge, la Grecia sta trasferendo tutti i beni pubblici (infrastrutture pubbliche, aeroporti, porti, e perfino spiagge pubbliche e risorse naturali), incondizionatamente e per 99 anni, al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) che sarà poi libero di venderli (privatizzarli) a prezzi di svendita a chiunque possa essere interessato – con lo scopo dichiarato di ripagare il debito greco. Il fondo è stato originariamente stimato – ma certamente sottostimato – a circa 50 miliardi di euro. Nel frattempo il valore degli asset greci è stato ulteriormente svalutato dalla Troika a una cifra tra 5 e 15 miliardi di euro, a fronte di un debito greco di oltre 350 miliardi di euro. Questo MES è un apparato sovranazionale antidemocratico, che non deve rendere conto a nessuno.

Con questa nuova legge il Parlamento Greco – il VOSTRO parlamento, cari cittadini greci! – si è auto-annullato. Non ha più la possibilità di legiferare il materia di bilancio o di fisco. Viene deciso tutto a Bruxelles con la connivenza del FMI e della BCE. L’ultima volta che si è vista una situazione simile era il 1933, quando il “Reichstag” (Parlamento) tedesco trasferì tutti i propri poteri legislativi al cancelliere Adolf Hitler.

Questo, Cari Cittadini Greci, è puro fascismo economico, attuato proprio davanti ai vostri occhi, davanti agli occhi del mondo, ma nessuno vuole rendersene conto. Il peggior cieco è chi non vuol vedere.

Questo sequestro dei vostri beni è stato confermato quando l’ultima speranza di almeno una riduzione del debito è stata cancellata, alla fine di febbraio di quest’anno. Perfino il FMI ha raccomandato, e tuttora privatamente raccomanda, di attuare una riduzione del debito. Ma la Germania ha annunciato senza pietà il saccheggio finale della Grecia, richiedendo la cessione  al MES – gestito in gran parte dalla stessa Germania – dell’oro, dei servizi pubblici e dei beni immobiliari. L’ammontare del prossimo “salvataggio”, se la Grecia dovesse inginocchiarsi e cedere tutto, potrebbe essere di 86 miliardi di euro. Si tratterebbe di NUOVO DEBITO. In cambio di cosa? Di altri interessi, di un più elevato servizio del debito — e di prospettive ancora peggiori di prima sulla possibilità di poter mai uscire, e ripeto mai uscire, da questo processo euro-americano e fascista di uccisione di un paese.

La cancelliera Angela Merkel pare abbia detto: “La posizione di Berlino sul programma di salvataggio della Grecia è rimasta invariata“, dopo avere incontrato Christine Lagarde, capo del FMI, pochi giorni fa (http://russia-insider.com/en/greece-surrender-gold-public-utilities-and-real-estate-exchange-pieces-paper-printed-brussels)

Ecco alcuni dati sul debito della Grecia, aggiornati al 9 marzo 2017:

Popolazione: 10,8 milioni.

Debito: 352 miliardi di euro (617 euro di interessi al secondo, 32.580 euro di debito a cittadino).

Interessi all’anno: 19,5 miliardi di euro.

Totale dei fondi di salvataggio stanziati per la Grecia dal 2010 alla fine del 2016: oltre 250 miliardi di euro – non un centesimo dei quali è andato a vantaggio dei cittadini greci, ma esclusivamente per il servizio del debito dovuto alla Troika e per saldare le banche private tedesche e francesi.

Debito rispetto al PIL: 181 percento (il PIL vale 195 miliardi di euro). Nel 2008 il rapporto era del 109 percento (meno dell’attuale rapporto debito/PIL degli USA, che si colloca al 109,63 percento).

Il PIL della Grecia conta meno del 2 percento del PIL europeo.

Il PIL greco è crollato di oltre il 25 percento dal 2008.

La disoccupazione è elevatissima – in media oltre il 26 percento – e vicina al 50 percento per i giovani (tra i 18 e i 35 anni).

Il debito greco nel 2008 sarebbe stato del tutto gestibile internamente, senza interferenze esterne o cosiddetti “salvataggi” – che non sono per nulla salvataggi, ma solo accumulazioni forzate di debito.

Il debito greco non è MAI stato una minaccia per l’Unione europea, come la propaganda dei bankster della FED, della BCE e di Wall Street vorrebbe farvi credere. La crisi greca e poi la “crisi europea” è stata interamente costruita da quei bankster a proprio beneficio, e a danno della Grecia e dell’Europa. Non aveva nulla a che fare con il debito greco o con il debito europeo. Ma nessuno ha fatto domande su questo. I maggiori economisti e politici europei e internazionali, che pure sapevano, non hanno osato parlare. La voce di quelli che si sono permessi di dire la verità è stata soffocata. Sono stati i soliti media prostituiti [“presstitute“, NdT] a mentire ai cittadini europei e greci.

Mettiamo in prospettiva il debito greco

Nel settembre 2011, senza preavviso, la Banca Nazionale Svizzera (SNB) ha svalutato il franco svizzero di circa il 12 percento rispetto all’euro per proteggere la propria economia. È stata una mossa quantomeno sleale, perché nessun paese legato all’eurozona ha la libertà di rivalutare o svalutare la propria moneta secondo le necessità della propria economia. Sebbene la Svizzera non sia direttamente un membro della UE, è comunque legata alla UE da oltre 120 contratti bilaterali, che la rendono praticamente equivalente a un paese membro.

Durante i 3 anni e 3 mesi di tasso di cambio fissato a 1,20 franchi svizzeri per euro, la SNB ha ammassato un valore di oltre 500 miliardi di franchi in valuta estera, per lo più in euro. Si tratta di circa il 150 percento dell’attuale debito pubblico greco.

La Svizzera, un paese di 8 milioni di abitanti potrebbe, in teoria, intervenire per rilevare l’intero debito greco, diciamo senza interessi, per solidarietà, con un prestito a 50 anni (secondo i termini della Banca Mondiale), anche per compensare un po’ l’atteggiamento eticamente discutibile che la SNB ha avuto rispetto ai paesi membri della UE. La Svizzera non ne soffrirebbe. Al contrario, una tale mossa servirebbe a contrastare il rischio di inflazione della valuta svizzera, rischio dovuto all’enorme ammasso di franchi svizzeri che si sono dovuti “stampare” per mantenere per anni un tasso di cambio artificialmente fissato rispetto all’euro. La Svizzera sarebbe pronta a impegnarsi in una tale azione di solidarietà? Probabilmente no.

Cittadini greci! – Svegliatevi

Prendete in mano la situazione! Non credete ai vostri politici e ai vostri media! Uscite da questa organizzazione criminale chiamata Unione europea, da questo sistema monetario occidentale fraudolento, che vi sta strangolando a morte. Riprendetevi la vostra sovranità e la vostra moneta. Fate default sul debito pubblico – tutto l’Occidente non potrà fare nulla per impedirvelo. Se gestite il vostro paese con le vostre banche pubbliche, con la vostra moneta, gradualmente ma certamente potrete ricostruire la vostra economia distrutta. La restituzione del debito può essere negoziata. Ci sono casi simili in tutto il mondo. L’Argentina è uno dei più recenti. Perfino la Germania ha rinegoziato il proprio debito estero nel 1952 (vedete gli Accordi di Londra sul Debito Estero Tedesco).

La Germania, il paese leader del massacro economico condotto contro la Grecia, deve ancora restituire alla Grecia enormi riparazioni belliche per la Seconda Guerra Mondiale. L’8 febbraio 2015 il primo ministro Tsipras chiese alla Germania la restituzione totale del debito di guerra, che equivaleva a 279 miliardi di euro in valore attuale. In aprile dello stesso anno la Germania rispose che la questione delle riparazioni di guerra era stata risolta nel 1990 – cosa che, ovviamente, non è vera. Non si può escludere che molta della pressione che la Germania pone oggi sulla Grecia sia orientata a sviare l’attenzione del mondo dal debito delle riparazioni di guerra che la Germania dovrebbe restituire alla Grecia.

Cittadini greci, state bene attenti a ciò che sta succedendo. NON ACCETTATE ciò che il vostro governo, Bruxelles e la Troika stanno facendo a voi e al vostro paese. Al contrario, esigete il pagamento totale delle riparazioni di guerra che la Germania vi deve, esigete la GREXIT, esigetela come l’unica conseguenza pienamente legittima dello schiacchiante NO che avete espresso nel referendum del luglio 2015 contro le misure di austerità imposte dalla Troika in cambio del pacchetto di “salvataggio”.

Se lo fate, ben presto vedrete la luce in fondo al tunnel — una luce che è stata spenta per troppo tempo a causa della Germania e dei gangster della Troika e del vostro stesso governo.

Minacce di espulsione dall’eurozona

Il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, sta ancora cercando di bluffare e di impressionare il mondo minacciando la Grecia di espulsione dall’euro. Qualunque governo minimamente sano trasformerebbe quella minaccia in una iniziativa propria e abbandonerebbe quel mostro putrefatto che si chiama Unione europea, assieme alla sua falsa e fraudolenta moneta comune, chiamata euro. Ma il problema è questo: la Grecia è governata dalla follia.

Perciò il governo greco risponde alla follia (della Troika) con folle subordinazione, cioè con mite sottomissione – a danno di milioni di compatrioti greci già deprivati di tutto e ridotti alla schiavitù.

Tra questi tuttora influenti greci c’è l’ex ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, il leggendario, affascinante e “radicale” ministro in motocicletta. Sebbene si sia dimesso in un apparente atto di protesta verso la sottomissione di Syriza alle richieste della Troika dopo il NO al referendum, Varoufakis oggi non è altro che un conformista che sta chiedendo qualche “riforma” puramente formale a Bruxelles, che non vuole a nessun costo la Grexit, e meno che mai il crollo della UE – crollo che, comunque, è per fortuna vicino. Come Ministro delle finanze greco Varoufakis non ha nemmeno mai posto l’opzione Grexit come “Piano B”.

(http://www.defenddemocracy.press/greece-disaster-capitulation/).

Non c’è nessuno che urli, strilli, si rivolti, scenda in piazza, blocchi le strade, i ponti e le ferrovie per giorni o settimane, che interrompa la svendita di ciò che resta dei vostri beni pubblici agli stranieri. Nessuno. Non voglio con questo dare la colpa ai greci, che devono quotidianamente lottare per la loro mera sopravvivenza, che devono trovare un modo di dare da mangiare ai propri figli e alle famiglie. La mia accusa va al clan di Syriza, a Tsipras, a tutti quei greci elitisti, ai media (sono davvero stati tutti comprati, come in Germania, dalla CIA?), e ai parlamentari, che guardano con soggezione e stanno al loro posto. Nessuna azione. Guardano la Grecia – il VOSTRO paese, cittadini greci! – mentre viene dissanguato.

State attenti perché in tutto questo non c’entrano il debito e il salvataggio. Se vi dicono che la colpa della “crisi del debito” europea è della Grecia, e che si sta preparando una nuova crisi che dipenderà da come la Grecia deciderà di conformarsi alle regole del prossimo salvataggio, questa è solo un’oltraggiosa menzogna. Questa crisi è stata prodotta dagli stessi europei, dalla loro élite, dalla Goldman Sachs guidata dalla FED, che gestisce la BCE tramite Mario Draghi, un ex funzionario di Goldman Sachs – che di fatto gestisce l’economia europea.

Perché vogliono schiacciare la Grecia sotto il tacco? Loro, la feccia di Bruxelles e di Washington (come il presidente Tram chiamava l’establishment dello Stato Profondo di Washington), vogliono una Grecia sottomessa. Perché la Grecia ha una posizione geografica altamente strategica, all’incrocio tra est e ovest. La Grecia è un paese NATO. Forse il secondo più importante paese NATO (dopo la Turchia) per la sua posizione strategica. Non vogliono che la Grecia sia governata da un partito “di sinistra”. Syriza, ovviamente, è tutto meno che di sinistra. È neoliberista esattamente come loro. I padroni dell’universo vogliono il “cambio di regime” – il buon vecchio cambio di regime che minaccia tutti quelli che non si piegano alle regole dell’Occidente. Proprio ora il governo Syriza si sta facendo in quattro per compiacere i padroni del denaro e per consentire l’umiliazione e la rovina dei propri concittadini.

Se la Grecia dovesse tenere nuove elezioni e far vincere un partito di destra, tipo la Nuova Democrazia o perfino i fascisti di Alba Dorata, o una coalizione dei due – il problema del debito potrebbe sparire in una notte. Ciò che Washington vuole, e con essa Bruxelles (suo burattino), è una Grecia sottomessa che non metta mai in discussione il ruolo della NATO, che non discuta la UE, che non discuta le catene dell’euro, che non discuta l’accesso statunitense al Mar Mediterraneo – alle ricchezze subacquee di idrocarburi e minerali. Lo stesso vale, ovviamente, anche per l’Italia, la Spagna e il Portogallo – altri paesi con le rive sul Mediterraneo. I loro governi sono già stati cambiati tramite interferenze esterne (USA/UE) per imporre compiacenti marionette della destra neoliberale.

L’inazione dell’élite e del governo greco non è scusabile. È quantomeno la forma peggiore di Sindrome di Stoccolma: restare sottomessi al proprio carnefice finché morte non ci separi. E la morte, in termini di distruzione totale, saccheggio e definitiva schiavitù, è vicina.

Voi, cittadini greci, volete continuare su questo sentiero di schiavitù imposta da un impero predatorio, che alla fine vi controllerà in ogni mossa che farete?

O volete invece riprendervi la vostra sovranità, la vostra moneta – distaccarvi dai dictat di Bruxelles – e ricominciare di nuovo – come il nobile e saggio popolo greco che portò la democrazia nel mondo 2500 anni fa? – Sono certo che la Grecia ha ancora la capacità e la saggezza di ricostruire la democrazia. Ricordate che, sebbene non possiamo modificare la nostra posizione geografica, il futuro è indubbiamente ad EST.

Che la Grecia viva ancora!

Lunga vita al Popolo Greco!

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