Non appena la Eurocommissione ha stanziato circa 1,7 miliardi di euro per la stabilizzazione del sistema bancario della Bulgaria notizie allarmanti sono arrivate dal confine opposto dell’Unione Europea.

Domenica 13 luglio la Banca Centrale del Portogallo ha dovuto riunirsi in seduta d’urgenza per tentare di tranquillizzare gli ambienti finanziari nazionali ed internazionali. Ciò a causa dei problemi della seconda per grandezza banca portoghese, Banco Espirito Santo, o più precisamente, della sua società madre, Espirito Santo International. Quest’ultima non è stata in grado di effettuare i pagamenti sui crediti a breve termine, il che ha avviato l’“effetto domino”. Le azioni della banca sono cadute del 17,24%, dopo di che la vendita delle stesse è stata urgentemente sospesa.

Quando i problemi nelle strutture di Espirito Santo sono diventati noti, l’indicatore fondiario portoghese PSI 20 è crollato alla fine della settimana scorsa del 10%, ossia fino al livello dell’ottobre 2013. Non solo, ma l’eco della crisi è arrivato già alla Corte dell’Ue con sede in Lussemburgo. Proprio a questa corte intendono rivolgersi i dirigeti di Espirito Santo International per difendersi dai creditori.

Ma il problema più grande non consiste in crediti, né in procedure giudiziarie. Le nuove difficoltà bancarie sono sorte in Portogallo meno di due mesi dopo che Bruxelles e Lisbona hanno fatto una dichiarazione ufficiale sulla felice conclusione del programma triennale di assistenza finanziaria internazionale al Portogallo. I leader dell’Ue sottolineano che questo programma del valore di 106 miliardi di dollari ha aiutato il governo portoghese ad evitare il default statale. Ed ecco che arriva una nuova recidiva della malattia finanziaria capace di creare il panico nel settore bancario di tutta la eurozona. “Il mercato fondiario europeo è crollato e gli umori negativi degli investitori si sono estesi agli USA e poi al mercato azionario giapponese”, ha così commentato la situazione Yutaka Miura, analista della Mizuho Securities Co. “Le notizie dal Portogallo hanno rinnovato la sensazione del rischio”, dice la Credit Agricole Bank.

Le notizie portoghesi hanno fatto cadere gli indici delle borse americane. Così, il Dow Jones è sceso dello 0,42%, l’S&P 500 ha perso lo 0,41%, il Nasdaq lo 0,52%. Insomma, hanno agito di concerto tutti i fattori chiave capaci di provocare un panico finanziario in tutta l’Europa. Questo panico rappresenta la minaccia principale alla stabilità finanziaria in ogni paese, ha fatto notare a “La Voce della Russia” Boris Rubćov, professore dell’Accademia delle finanze della Russia:

loading...

Il rischio più grande deriva tradizionalmente dal panico bancario. Di conseguenza, il denaro viene portato via alle banche. Ovviamente, nessuna banca è in grado di sopportare tale situazione. Proprio per questo motivo, a partire già dagli anni ’30 del secolo scorso, prima negli USA e poi in altri paesi fu introdotto il sistema di assicurazione dei depositi. Tuttavia il problema è che nell’odierna Europa il popolo non crede troppo nelle possibilità di questo sistema.

Lo sviluppo della situazione in Portogallo ha posto di fronte ai dirigenti dell’Ue e della Banca Centrale Europea un problema difficile. È necessario arrestare al più presto il panico iniziato nella sfera delle finanze e dei crediti e continuare la realizzazione del programma integrale di provvedimenti anticrisi. Questo programma deve in ogni caso basarsi sui meccanismi del credito, dice Gareghin Tosunjan, presidente dell’Associazione delle banche regionali della Russia:

La Banca Centrale Europea e l’Europa in complesso hanno il programma di stabilizzazione e di superamento della difficile situazione finanziaria. È possibile uscire dalla crisi solo mediante il relativo sostegno al sistema creditizio. L’approccio ragionevole consiste nel riconoscimento del fatto che il sostegno può essere fornito all’economia solo mediante i meccanismi del credito.

Come uno dei primi provvedimenti straordinari il consiglio d’amministrazione di Banco Espirito Santo ha cooptato un nuovo team dirigente della banca. Questo passo ha calmato alquanto la situazione. Tuttavia uno dei maggiori economisti americani, Kenneth Rogoff, professore di economia e di politica pubblica della Harvard University, vede proprio in debiti il problema principale del futuro finanziario-economico della eurozona: “Lo sbalorditivo onere dei debiti trascina il paese in un circolo vizioso. I debiti pubblici e privati straordinariamente alti limitano le possibilità del paese e sono indubbiamente legati al rallentamento della crescita. Ciò, a sua volta, rende più difficile la fuga dal cappio debitorio”. Secondo l’opinione di Rogoff, “è venuto il momento per le trattative atte ad alleggerire l’onere debitorio per tutta la periferia della eurozona”, anche per il Portogallo.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_07_15/L-eurozona-e-di-nuovo-febbricitante-2051/

loading...