“Ci vuole un cantiere che impegni due generazioni. E con un respiro internazionale, contributi dal mondo intero”. L’archistar Renzo Piano potrebbe essere la mente dietro la ricostruzione non solo delle zone colpite dal terremotomercoledì scorso, ma della “spina dorsale” dell’Italia intera.

Intervistato da Repubblica, il celebre architetto non nasconde i contatti conMatteo Renzi: “Il presidente del Consiglio mi ha chiamato all’ultimo momento, venendomi a trovare voleva discutere con me sulla ricostruzione. Non mi ha dato un incarico, non era questo lo scopo. Anche se, come senatore a vita, oltre ad occuparmi di periferie potrei dare un contributo sul dopo-terremoto. Da me Matteo Renzi voleva dei consigli, una visione, un aiuto per un grande progetto”.

“Un intervento di 50 anni” – Piano ha le idee chiare: “Per i sopravvissuti che hanno perso le case bisogna operare con cantieri leggeri, che non allontanino le persone dai luoghi dove abitavano. Non tendopoli ma edifici leggeri, vicinissimi, che si potranno smontare e riciclare in seguito. L’emergenza come primo tassello strettamente inserito in un progetto di lungo termine”.

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Il progetto deve coinvolgere “tutta la dorsale degliAppennini, la spina dorsale dell’Italia da Nord a Sud. Parliamo di un intervento progettato su 50 anni e su due generazioni. Parliamo di contributi internazionali anche perché la straordinaria bellezza dell’Italia non appartiene solo a noi, è un patrimonio dell’umanità”.

Incentivi per i privati – Il problema delle ristrutturazioni anti-sismiche riguarda gli edifici pubblici (“Ovviamente si deve agire subito, con urgenza massima) e quelli privati, per cui Piano propone “incentivi, sgravi fiscali, come già fatto nel campo energetico.

Bisogna anche sapere intervenire nei passaggi generazionali, quando la casa dei nonni passa in eredità, e una nuova generazione può essere più motivata a fare lavori di ristrutturazione. Deve entrare in modo permanente nelle leggi del paese, l’obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui viviamo, così come è obbligatorio per un’automobile avere i freni che funzionano”.

Fonte: qui

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