“L’esecutivo non mette in agenda i problemi delle PMI. Abbiamo una disoccupazione giovanile devastante e il dramma dei 50enni che perdono il posto. In compenso aiutiamo chi arriva da ogni parte del mondo”. “Siamo una repubblica delle banane”

William Beozzo, presidente di Confimi Industria Veneto, l’export è in calo del 7,3%. Il dato peggiore dal 2009.
Era prevedibile, anche perché l’andamento del mercato interno è totalmente fermo. È bene ricordare che le aziende che esportano, spesso hanno una percentuale di fatturato all’estero che può riguardare il 30-40% del totale: il resto è mercato interno, che è appunto fermo. Ciò determina una difficoltà sui costi di produzione. A questo si aggiunge un’allerta sulle materie prime. In pratica le aziende vivranno momenti ancora più drammatici.

Il governo ci ha raccontato e ci racconta che l’Italia riparte. Ci ha inondato di fasulle previsioni ottimistiche, smentite dai numeri.
La verità è che il Paese è alla canna del gas. Siamo il Paese dove costa meno licenziare che attivare una cassa integrazione. Con la cassa integrazione è possibile quantomeno tentare di salvare un’azienda e soprattutto i posti di lavoro, che poi consentono di far girare l’economia. Mentre licenziare significa mettere a carico della collettività una persona a cui viene tolta la dignità.

Qual è la situazione dal suo osservatorio?
La realtà è che questo Paese, come dicevo, ha un mercato interno che va malissimo. Non si tratta di fare i gufi, ma tante aziende chiudono o licenziano. Abbiamo un sistema bancario che non funziona come dovrebbe funzionare. E una giustizia che non tutela le persone oneste, basta guardare il caso banche: i responsabili dei disastri bancari sono al mare a prendere il sole. Abbiamo una potenzialità industriale straordinaria e un’altissima competenza a livello di manodopera, eppure siamo una repubblica delle banane.

Che giudizio dà del governo Renzi?
È un governo succube dei poteri forti. Cosa si può dire di un esecutivo che non mette in agenda i problemi delle PMI, che rappresentano la stragrande maggioranza, anzi quasi la totalità delle attività economiche italiane? La situazione non è quella che ci descrivono. Il governo può dire quello che ritiene, ma il debito pubblico aumenta e la disoccupazione giovanile è a livelli devastanti: non dare un futuro ai giovani significa condannare questo Paese. Tra l’altro sono loro, i giovani, a trainare l’economia. Per non parlare del dramma dei 50enni che perdono il lavoro e non si ritrovano senza speranze. Però in compenso aiutiamo chi arriva da ogni parte del mondo.

Che mesi ci aspettano?
Settembre, che solitamente è un mese di movimento per quanto riguarda vendite e consumi, sta andando male. Se non succedono miracoli avremo un ultimo quadrimestre 2016 con numeri da disfatta.

Fonte: Il Populista

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