Tifoserie schierate al Parco Nord di Bologna per il dibattito tra il premier Matteo Renzi e il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia,inserito nel programma della desta dell’Unità. I sostenitori del sì contro i sostenitori del no ad animare un dibattito acceso, spesso interrotto da fischi o applausi, ma comunque caratterizzato dal rispetto reciproco tra gli interlocutori. Moderatore della serata il giornalista Gad Lerner. In platea circa 4mila persone ed è facile distinguere i favorevoli e i contrari: l’organizzazione ha distribuito ai sostenitori magliette bianche con la scritta ‘Basta un Sì’, mentre i partigiani hanno il fazzoletto tricolore e l’adesivo ‘Io voto no’.

Il primo a prendere la parola e a spiegare i motivi del ‘no’ da parte dell’Anpi è Smuraglia.”Ci siamo assunti il compito di mettere insieme più generazioni nel nome della Resistenza. Il nostro dovere è anche difendere la Costituzione. Una modifica è sempre ammissibile, ma quando c’è qualcosa che stravolge lo spirito dobbiamo schierarci a difesa della Costituzione. Secondo noi – dice – sarebbe un danno se passasse questa riforma e quindi ci battiamo per non farla passare. Non ci riguarda la questione del presidente del Consiglio. Un governo cade in ogni Paese quando non ha più la fiducia del Parlamento”. Renzi risponde e attacca: “Si può votare sì o si può votare no, ma dire che è in gioco lademocrazia è una presa in giro nei confronti degli italiani”. Poi, incalzato da Lerner, spiega perché ha smesso di legare la sua permanenza a palazzo Chigi all’esito del referendum. “Pensavo – ribadisce – che quella frase fosse un atto di responsabilità, in estate tutto il Pd mi ha detto di non parlarne più perché l’argomento stava oscurando il dibattito referendario: quello che sia giusto fare lo tengo per me, ma dico che questa riforma può rendere l’Italia più agile”. E sull’Italicum dice: “Io penso non si possa aver paura del ballottaggio, fa votare gli elettori. Chi ha paura degli elettori ha paura della democrazia. E se c’è un uomo che non ha paura della democrazia questo è Giorgio Napolitano, grazie al quale il paese è stato salvato”.

 La camomilla – Quando i toni si fanno più accesi è lo stesso presidente del Consiglio a chiedere ai suoi sostenitori di non fischiare e non interrompere i partigiani, ripetendo come un mantra che bisogna rispettare chi è contrario. Poi è la volta del premier, che viene fischiato. “In questi due anni ci sono più diritti per tanti e per tutti…”, stava dicendo Renzi quando è stato interrotto dalla platea. Il premier allora si è rivolto a uno dei presenti che rumoreggiava. “Le auguro di prendersi una buona camomilla quando esce di qui”. “Andate a dire a due persone dello stesso sesso se hanno meno diritti”, incalza ricevendo applausi. “Se ci sono 580mila posti di lavoro in più, dovete dire grazie a chi ci ha creduto”, sottolinea il presidente del Consiglio ricevendo ancora altri fischi. Un dibattito intenso, che il premier Renzi conclude ricordando l’importanza dell’Anpi per il Pd. “Ma quella del Pd – spiega – sarà sempre la casa dell’associazionepartigiani, anche quando siamo in profondo disaccordo”.

Fonte: Libero

loading...