Roma – Guai a nominarlo ma la minoranza del Pd ha già in mente il «nuovo Prodi»: Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano avrebbe tutte carte in regola per essere il «Dalai Lama» della sinistra.

Una sinistra senza Matteo Renzi, sia chiaro. Da Pier Luigi Bersani a Massimo D’Alema, passando per il «vecchio Prodi»: l’avvocato milanese piace a tutti.

Piace perché è il nome giusto per affossare la leadership dell’ex premier. Piace perché potrebbe essere liquidato in ogni momento.

Nessuno lo cita ma la Ditta ha deciso di investire su Pisapia per riorganizzare il campo dell’Ulivo: una scelta obbligata. Michele Emiliano al nord non sfonda, Roberto Speranza e Andrea Orlando non hanno il quid per federare il centrosinistra.

E poi la benedizione all’ex sindaco di Milano è arrivata direttamente dal «vecchio Prodi»: «Ho una stima personale, la proposta vedremo come si articolerà», ha dichiarato a Di Martedì il professore di Bologna. Senza dimenticare che alle primarie del 2012 Pisapia appoggiò Bersani e non Renzi.

L’avvocato milanese è l’unico che potrebbe guidare un centrosinistra capace di mettere sotto un unico cartello elettorale anti-renziani, come il deputato Arturo Scotto che prepara la scissione in Sinistra Italiana, e post democristiani, alleati di Renzi, tipo Bruno Tabacci che sull’ipotesi Pisapia commenta: «È inclusivo, sa unire e mobilitare su un progetto serio», dice il leader di Centro democratico.

L’ex primo cittadino milanese fiuta il momento: ieri ha lanciato, alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini, Campo progressista. È stata la prima uscita in veste di fondatore del nuovo movimento: «Futuro prossimo» è stato il titolo dell’evento.

La presentazione nazionale è in agenda l’11 marzo a Roma. Pisapia parla già da leader: «Campo progressista è aperto a tutti quelli che vorranno essere con noi, a collaborare per allargare sempre di più lo spazio di coloro che si vogliono impegnare per una Italia migliore».

E se anche il segretario regionale del Pd in Lombardia, Alessandro Alfieri, firmatario del documento pro-Renzi, strizza l’occhio all’avvocato milanese: «Guardiamo con molto interesse all’esperienza di Campo progressista», significa che la strada imboccata da Pisapia appare quella giusta.

Giusta per essere un leader a tempo, al servizio degli «immortali» reduci del Pci.

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