Alle recenti elezioni europee il partito del primo ministro ungherese Orban ha stravinto e la cosa non deve sorprendere, visto che al contrario dei politicanti di casa nostra ha liberato il suo paese dal giogo del debito contratto col Fondo Monetario Internazionale e varato una serie di provvedimenti volti a ridurre subito – come è in effetti accaduto – le bollette di luce, acqua, gas e nettezza urbana.

Certo qualcuno potrebbe pensare che tutto questo sia stato fatto per dare il contentino agli elettori prima delle elezioni europee, come ha fatto Renzi in Italia con gli 80 euro in busta paga che ora dovranno essere coperti da un mare di tasse aggiuntive – ha ordinato la Commissione Europea ieri all’Italia – ma le cose non stanno affatto cosi’.

Due settimane dopo le elezioni europee, proprio ora, il governo ungherese ha messo in agenda la creazione di un sistema di tariffe unificato per il pagamento dell’acqua potabile.

L’attuale regolamentazione era stata adottata nel 2011 già con l’intenzione di gettare le basi di un consolidamento per quanto riguarda il servizio di distribuzione dell’acqua e adesso un ulteriore progresso è necessario per “ridurre le tariffe” – ha detto pubblicamente il presidente Viktor Orban.

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Le compagnie fornitrici sono già state ridotte radicalmente, da 400 a 40 – ha scritto Budapest Business Journal – e ulteriori sfoltimenti saranno fatti nei prossimi mesi. Tra gli scopi dichiarati dall’esecutivo appena rieletto c’e’ quello di introdurre una tariffa parificata, avviare lavori di manutenzione e assicurare l’accesso ai fondi europei necessari all’ammodernamento della rete idrica. Con questo, è finito il “business dell’acqua” in Ungheria, che si sottrae in questo modo agli speculatori internazionali. L’acqua non solo resta pubblica, ma il costo diminuirà ad esclusivo vantaggio della popolazione ungherese.

Ancora una volta, l’Ungheria dimostra di avere un governo che fa gli interessi del popolo al contrario di quello italiano che pensa solo a ridurre la popolazione in miseria, invece di ridurre il prezzo dell’acqua. Non e’ un caso, infatti, che i giornali di regime italiani accusano Orban di essere un “populista”: loro difendono gli affaristi, non il popolo.

Ma quello che dovrebbe far arrabbiare davvero la gente e’ il fatto che in un recente referendum gli elettori di questo disgraziato Paese si sono espressi a favore della gestione pubblica dei servizi idrici, però tale volonta’ e’ stata completamente ignorata dai governi Berlusconi, Monti, Letta e ora Renzi.

E poi hanno anche il coraggio di dire che l’Italia e’ una democrazia.

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