La multa da 32 milioni di euro a Barclays svela la realtà al grande pubblico

 Due settimane fa, quando la Barclays è stata multata per 26 milioni di sterline (circa 32 milioni di euro) per i mancati controlli sul modo in cui venivano fissati i prezzi dell’oro, la manipolazione dei prezzi del metallo prezioso è diventata di dominio pubblico, nonostante tutti gli “scettici” sostenessero il contrario, e cioè che ogni altro asset può essere sistematicamente manipolato , ma l’oro no. 
Ieri, lo stesso Financial Times (FT) ha sostenuto che “pratiche per influenzare (leggi manipolare) il prezzo dell’oro erano routine”. 
“Mentre la Financial Conduct Authority, l’Autorità di gestione finanziaria inglese, si legge sul FT, sostiene che il caso sembra essere opera di un solo trader della banca, Daniel Plunkett, che è stato condannato a pagare 95.600 sterline, licenziato e interdetto dal lavorare nella City, alcuni professionisti del mercato hanno una visione diversa. Essi sostengono che la pratica di manovrare il prezzo dell’oro, come quella compiuta da Plunkett per evitare che Barclays versasse 3,9 milioni a un cliente, titolare di un contratto derivato, fosse routine nel settore.
Come ricorda ZeroHedge, la Barclays era già stata coinvolta e multata per lo scandalo della manipolazione dei tassi interbancari. Incredibilmente, il  tentativo di fissare il prezzo dell’oro è avvenuto solo un giorno dopo che la Barclays è stata multata di 290 million di sterline per lo scandalo Libor.
«La mancanza di controlli da parte di un istituto e il disprezzo di un trader per gli interessi di un cliente  hanno permesso di infangare di nuovo la reputazione dell’industria dei servizi finanziari”, ha commentato Tracey McDermott, responsabile della divisione crimini finanziari della Fca .
Fonte: antidiplomatico.it
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