Il sindaco di Salerno non ci sta e attacca l’esecutivo: «Non è più tollerabile che il Ministero scarichi un problema di tali dimensioni sui comuni e sugli enti locali quando si tratta di una responsabilità diretta del Governo»
L’ultimo week end di agosto si è consumato all’insegna di nuovi sbarchi: sono infatti quasi quattromila gli immigrati che negli ultimi giorni sono stati tratti in salvo dai mezzi aeronavali della Marina militare e della Guardia costiera.
Ancora una volta l’Operazione “Mare Nostrum” ha visto numerosi uomini impegnati nel soccorso in mare ai migranti provenienti dalle coste del Nord Africa. In particolare, sono intervenuti le fregate “Scirocco”, “Euro” e “Fasan”, il pattugliatore “Libra”, la corvetta “Chimera” e la nave anfibia “San Giusto”, oltre agli elicotteri e ai pattugliatori “Fiorillo” e “Diciotti” che ieri era ancor ain mare con 910 migranti a bordo, diretta in un porto italiano. Tutto ciò dopo che la fregata “Scirocco” aveva sbarcato, sabato, 323 migranti a Napoli e la fregata “Fasan” ha portato ieri mattina a Salerno altri 1.044 migranti. E’ attraccata poco dopo le 8, sul molo “Tre Gennaio”; ad attenderla c’era l’unità di crisi coordinata dalla Prefettura di Salerno composta da forze dell’ordine, Asl e associazioni di volontariato. Sulla fregata sono stati rilevati anche alcuni casi di scabbia.
Dei clandestini, poco più di un centinaio dovrebbero restare in Campania, mentre la gran parte sarà trasportata nei centri di accoglienza sparsi in Italia. Si è trattato del quinto sbarco a Salerno dall’inizio del mese di luglio, come non ha mancato di evidenziare il sindaco Vincenzo De Luca che già il mese scorso aveva fatto sentire la sua voce di protesta contro gli sbarchi indiscriminati che ricadono poi sulle amministrazioni locali. In un post sul suo profilo Facebook, il sindaco ha dichiarato: «Quando le persone fuggono dalle guerre e dalle violenze, abbiamo il dovere elementare della solidarietà e dell’accoglienza. Esiste però un punto limite oltre il quale non saremo più in grado, per ragioni oggettive, di aiutare nessuno: i centri di accoglienza sono saturi e non c’è più neanche un euro per pagare il personale impegnato in queste strutture. Abbiamo segnalato al Ministero dell’Interno la nostra impossibilità a dare ulteriori contributi: non è più tollerabile che il Ministero scarichi un problema di tali dimensioni sui comuni e sugli enti locali, quando si tratta di una responsabilità diretta del Governo». 
De Luca sottolinea poi che «avremmo dovuto lavorare per creare strutture di accoglienza nel Nord Africa, gestite e protette dalle Nazioni Unite: sarebbe un modo più civile e più serio per dare una mano a queste persone». «A questa tragedia – conclude il sindaco – si aggiunge il più ampio problema della presenza di extracomunitari nei nostri territori e, più in generale, della sicurezza nelle aree urbane: grande ospitalità nei confronti di chi rispetta la legge, ma chi pensa di stare in Italia per delinquere deve essere espulso dalle nostre città».
E intanto questa mattina è attesa al porto di Reggio Calabria la nave anfibia “San Giusto” con a bordo 1.593 migranti. Il problema dell’immigrazione è stato affrontato anche dall’ambasciatore libico al Cairo, Mohamed Jibril, che in un’intervista ad Aki-Adnkronos International, ha detto: «I più gravi problemi con cui ci confrontiamo, dal terrorismo, ai flussi di migranti irregolari, ai traffici di ogni tipo, sono legati al fatto che l’Africa vive situazioni complicate di instabilità e povertà. Bisogna che gli stati e le organizzazioni internazionali si occupino di questi problemi». 
Un messaggio rivolto soprattutto all’Italia, che è la prima destinataria dei flussi di immigrati irregolari partiti dalla Libia. «Noi, con il ruolo chiave che svolgiamo in Africa, vogliamo essere parte della soluzione e non del problema», ha assicurato il diplomatico.
Fonte: lapadania.net

 

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