di Luciano Lago

Mentre la stampa europea cerca di minimizzare la portata del successo della AfD nelle elezioni in Germania, la leader del Front National, Marine Le Pen, si è congratulata per l’ottimo risultato della formazione identitaria tedesca con cui il suo partito condivide le idee circa il rigetto delle politiche della UE, in particolare il rifiuto delle politiche migratorie e il processo di islamizzazione che sta vivendo l’Europa.

La Le Pen ha sottolineato che questo successo della AfD rappresenta “un passo in avanti” verso l’affrancamento dei popoli dall’oligarchia di Bruxelles ed ha ribadito che “quello che sembrava impossibile oggi è una realtà e questo successo rappresenta il fallimento delle politiche comunitarie ed il cambiamento che si sta producendo nel vecchio continente”.

In effetti, dopo il Brexit, qualche cosa sta cambiando in Europa e le ambigue politiche di Angela Merkel e dell’oligarchia di Bruxelles durante la crisi dei rifugiati iniziano a ricevere il castigo delle urne. Alternativa per la Germania(AfD) è riuscita ad avere eccellenti risultati nelle ultime elezioni tenutesi nella regione di Mecklemburgo-Anteporemania ed ha superato per la prima volta la CDU, il partitito Cristiano-Democratico della cancelliera Merkel.
Il nuovo successo di AfD si è basato su un discorso politico in contrasto con le politiche migratorie dell’Unione Europea ed a favore delle radici cristiane dell’Europa, un risultato che consolida, anche in Germania, la presenza di una destra alternativa identitaria, come indiscutibile protagonista di una nuova Europa che diventa leader nelle urne e nelle inchieste in quasi tutti i paesi. Questo avviene nonostante tutte le contraddizioni e le differenze che sono presenti fra i vari movimenti e partiti identitari.

La leader di AfP Frauke Petry

La leader di AfP Frauke Petry

Questi partiti e movimenti come AfD in Germania, come l’FPO in Austria, come il PVV in Olanda, la Lega Nord in Italia, il Vlaams in Belgio, come FIDESZ, il partito di Orban in Ungheria, stanno diventando l’incubo per i partiti ed i Governi filo europeisti in tutta Europa che vedono giorno per giorno erodere i loro consensi, nonostante che i partiti filo europeisti dispongano del controllo del possente apparato mediatico che appartiene agli stessi gruppi finanziari che orientano le scelte dell’oligarchia europea.

Il linguaggio che viene espresso da partiti come AfD è totalmente opposto ai dogmi mondialisti del Pensiero Unico e multicultarista predicato incessantemente dalle TV e dai media. Questi partiti come AfD ed il Front National in Francia hanno espresso opinioni come “uscire dall’euro, riprendersi la sovranità nazionale, chiudere le porte all’invasione di massa dell’Europa ed all’islamizzazione strisciante, rifiuto dell’ideologia del multiculturalismo”, concetti che rappresentano una ribellione contro il dogma progressista e del “politicamente corretto”.

Non è bastata la demonizzazione e la diffamazione contro AfD che veniva definito dai media come partito nazionalista retrogrado e populista, nascondendo il fatto che questo movimento è nato per l’iniziativa di un gruppo di professori universitari di prestigio e di manager di successo che hanno voluto dare voce ad una opposizione crescente alle politiche suicide della Mekel e della UE.

Il messaggio di AfD è chiaro: “Il nostro Stato la nostra Nazione non è un prodotto del caso. E’ l’opera di molte generazioni passate. Contempliamo con orgoglio una ricca cultura, le libertà civili e politiche conquistate, la prosperità. Noi siamo disposti ad aiutare molti paesi paesi del mondo ma esiste qualche cosa che non possiamo fare: consegnare la nostra terra e la nostra nazione. La Germania è il nostro paese”, così parlava Björn Höcke, portavoce per AfD per la Turingia, nel corso di una manifestazione dopo gli attentati di Parigi.

Thilo Sarrazin, economista e saggista tedesco, ha definito questo fenomeno dell’ascesa inarrestabile dei movimenti nazionalisti come “la resistenza dei popoli al proprio annientamento”.

Nel frattempo durante il veritce del G20 in Cina si è svolta una incredibile sceneggiata” con gli stessi leader dei paesi dell’Unione Europea e della NATO, (fra i quali spiccava anche il rappresentanrte dell’Arabia Saudita), i quali, dopo abbondanti profluvi di retorica, hanno richiesto un intervento internazionale per “risolvere il problema migratorio”.

Naturalmente si nasconde il fatto che sono presenti al G20 gli stessi protagonisti che hanno creato tale problema causato dalle guerre e dalla destabilizzazione di paesi del Medio Oriente e dell’Africa, oltre che dalla politica del caos portata dall’Amministrazione USA e dai suoi alleati della NATO.

Una nota per l”Italia, rappresentata dallo “statista fiorentino”, il quale ha ricevuto gli elogi dallo stesso Obama, ineffabile “premio Nobel” per la pace, che si è interessato alle riforme del Governo Renzi, ed ha manifestato la sua preoccupazione circa il risultato del referendum costituzionale che avrebbe un effetto destabilizzante sull’intera Europa se dovesse prevalere il No. Preoccupazione condivisa anche dagli altre rappresentanti dei paesi europei.

Una manifestazione questa del G20 in Cina che avrebbe potuto essere ben predisposta per il Teatro dell’assurdo scritto ed ideato dal grande Samuel Beckett.

Fonte: Controinformazione

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