Matteo Renzi, Giulio Andreotti, la Russia e gli Stati Uniti e le donne. Massimo Fini, padre toscano e madre ebrea russa, inviato per l’Europeo, collega di Vittorio Feltri all’Indipendente e ora editorialista del Fatto (e autore di Nerone. Duemila anni di calunnie) parla in una intervista a Bruno Giurato sul ilgiornaleoff. Di Renzi dice che ha una fama “del tutto basata sul virtuale. Non c’è nulla di concreto che la giustifichi”. E’ un “poveretto” come Obama, che “quando è venuto in Italia l’unica cosa che ha saputo dire era che il Colosseo è più grande di un campo da baseball”. “Due poveretti che non contano più nulla di fronte a Cina, Russia e altre potenze emergenti mondiali”. Per esempio, “avremmo dovuto prendere le distanze dagli Usa col crollo dell’Urss. Fino ad allora il legame aveva avuto un senso. Ma come dice Luciana Littizzetto (a volte i comici dicono meglio) ‘Ma quand’è che scade il mutuo?’. Oggi sarebbe molto più ragionevole una vicinanza con la Russia, che ci è più vicina geograficamente e culturalmente. La Russia è Europa”.

L’unico statista – In Italia, l’unico che “ha tentato una politica autonoma”, continua Massimo Fini “è stato Andreotti. Ha fatto una politica di avvicinamento al mondo mediterraneo, anche molto abile e molto coraggiosa. In un altro paese sarebbe stato un grande statista. Nel nostro è stato a metà un grande statista e a metà un delinquente. Perché purtroppo in Italia non può non andare così. Il giornale per il quale scrivo insiste sul parallelo Andreotti-belzebù, i contatti con la mafia…”. Ma quei contatti “ce li avevano tutti. Anche l’integerrimo Ugo La Malfa aveva il suo uomo in Sicilia, Aristide Gunnella, che era un mafioso…”. L’unico che ha combattuto la mafia è stato il Duce: “Gli americani l’hanno usata come appoggio per lo sbarco in Sicilia. L’unico regime che l’ha davvero combattuta è stato il fascismo”.

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Politicamente corretto – Fini parla poi di un “fondamentalismo laico in Occidente” che si esprime attraverso il “controllo del linguaggio, completamente asservito alla correttezza politica. Non si può più dire frocio. Non si può più dire finocchio. Sono infinite le cose che non puoi più dire in Occidente. E’ una cosa orwelliana, è un aspetto del totalitarismo più complessivo. Questa società di fatto (e credo di poterlo dire) non tollera idee che siano sovversive. E’ un sistema soft di totalitarismo. Non si può parlare di cos’è veramente la donna oggi, per esempio”.

Donne e femmine – Ecco la donna. “Femmina”, anzi. “Non amo la donna”, conclude Fini, “amo la femmina. Conosco donne che arrivano a 36 38 anni e si accorgono che è tardi per avere dei figli, e rimpiangono di non averne avuti. Si guardi in giro. Non si vedono che cani, e niente bambini. Non esiste più la parte materna-accuditiva, che è pure importante. E’ anche vero che contemporaneamente il maschio non fa più il maschio”.

Fonte:
Libero

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