Erano i giorni caldissimi della scissione del Pd, quando Matteo Renzi mollò tutto e volò negli Stati Uniti, California, per trovare “idee contro i populismi”. E in quell’occasione, come racconta Il Fatto Quotidiano, l’ex premier cercò di incontrare Donald Trump, senza però ottenere alcun faccia a faccia.

Renzi tentò di imbucarsi alla Casa Bianca insieme a Marco Carrai, tanto che avrebbero attivato diversi soggetti pur di ottenere il risultato: il diplomatico americano Michael Ledeen, tal Lenny Caglio (vicino ad ambasciate ed intelligence) e altri uomini dell’entourage di The Donald. Ma non solo: avrebbero contattato addirittura Edward Luttwak, l’esperto di strategie internazionali che del Pd non pensa niente di buono (e che, al contrario, è un grande fan di Trump).

Secondo Il Fatto, Carrai in persona si sarebbe rivolto a Luttwak in persona affinché mettesse una buona parola col presidente degli Stati Uniti. E il politologo? Per tutta risposta gli ha detto di rivolgersi a Guido Lombardi, l’imprenditore italiano che vive nella Trump Tower. Ovvero, sostanzialmente, se ne è fregato. E quando Carrai si è rivolto a Lombardi la richiesta sarebbe poi arrivata a Trump, il quale ha risposto picche. Un duro colpo, per Matteo Renzi, che da tempo briga per incontrare il presidente senza riuscirvi.

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