Per un giornalista essere servile verso il potente di turno porta molti vantaggi, ma puo’ anche creare dei problemi qualora il padrone che serve appoggi delle idee sbagliate che non sono condivise da nessuno e questo e’ particolarmente vero per tutti quei giornali che si ostinano a dire che l’euro e’ stato un colossale successo.

E a tale proposito e’ interessante notare come alcuni giorni Dario Di Vico, in un articolo scritto sul Corriere Della Sera, esprimeva il suo disappunto per il fatto che la Polonia grazie al fatto di essere fuori dall’euro quest’anno avra’ una crescita del 3.2%.

La Polonia e’ uno dei piu’ fanatici sostenitori dell’Unione Europea ma i suoi politici si sono guardati bene dall’adottare l’euro, perche’ hanno capito che una tale decisione avrebbe distrutto l’economia polacca e difatti nonostante siano passati dieci anni da quando la Polonia e’ entrata nella UE, nessuno ha fissato una data per l’ingresso nella moneta unica e probabilmente nessuno lo fara’ anche perche’ per adottare l’euro bisognerebbe cambiare la costituzione e questo non accadra’ mai visto che ci vorrebbe il consenso di due terzi del parlamento.

Com’era prevedibile questa situazione ha dato alla Polonia una flessibilita’ che i politici italiani possono solo immaginare e difatti l’economia polacca e’ stata quella meno affetta dalla recessione che ha colpito l’eurozona negli ultimi anni e questo a Dario Di Vico non va giu’, tant’e’ che nel suo articolo invita l’Unione Europea a fare qualcosa contro il dumping salariale della Polonia.

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Il problema per Di Vico e i suoi colleghi del Corriere della Sera e’ che la Polonia ha dimostrato ancora una volta il fallimento della moneta unica e esposto le menzogne che il loro giornale scrive da anni per convincere i suoi lettori del contrario. In più, le notizie date da Di Vico circa il fatto che un operaio polacco guadagni l’equivalente di 11 euro l’ora contro i 24 dell’eurozona e dell’Italia, è del tutto fuoriviante. Di Vico non spiega che il costo della vita in Polonia è molto meno della metà di quello dell’Italia o della Germania.

E in più, Di Vico se ne guarda bene dallo scrivere che il governo polacco, grazie al fatto che la Polonia stampa la propria moneta, può decidere in qualsiasi momento politiche d’aiuto per i ceti meno abbienti, come ad esempio ha fatto e continua a fare Orbàn in Ungheria, altra nazione della UE senza l’euro.

Coem si vede, e’ impossibile fuggire dalla verita’ e l’unica soluzione e’ che il Corriere ammetta di aver sbagliato e inizi una campagna per far uscire l’Italia dall’euro, e se questo non dovesse accadere, allora tutti i suoi lettori dovrebbero boicottarlo fino a farlo fallire.

Di sicuro nessuno ne sentira’ la mancanza.

GIUSEPPE DE SANTIS

L’articolo di Di Vico è leggibile a questo indirizzo: http://www.corriere.it/economia/14_settembre_01/salari-bassi-niente-euro-varsavia-concorrenza-scorretta-96ad3cfc-31c0-11e4-a94c-7f68b8e9ffdd.shtml

 

MENTRE L'EUROZONA E' IN RECESSIONE, LA POLONIA SEGNA UNA CRESCITA DEL 3,2% E QUESTO DA' FASTIDIO AL CORRIERE.DELLA SERA.

 

Fonte: www.ilnord.it

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