I militanti sunniti dell’organizzazione estremista “Lo Stato Islamico” hanno diffuso il filmato “Fiamme di guerra” in cui si esprime la volontà di condurre battaglia contro gli Stati Uniti.

Esso è considerato dagli analisti come un avvertimento aperto a Washington. La guerra è solo all’inizio e i Mujaheddin sono in attesa dei soldati americani, si legge nel testo che accompagna il video di 52 minuti.

Sulla stampa questo filmato è stato intitolato “dichiarazione di guerra contro gli americani.” Con una appropriata valutazione si può contestare che per fare la guerra contro una grande potenza come gli USA “Lo Stato Islamico” non abbia né armamenti né risorse umane sufficienti. Ma del resto anche gli americani ora non sono in grado di ottenere il cento per cento delle proprie capacità di difesa. Nonostante, nel corso di un’audizione al Congresso, il ministro della Difesa Chuck Hagel e il Presidente dei Capi di Stato Maggiore delle forze armate degli Stati Uniti, generale Martin Dempsey, non abbiano escluso le operazioni di terra contro i militanti, ma una nuova guerra dall’altra parte del mondo sarebbe troppo costosa per l’America. Tuttavia ignorare la minaccia rappresentata dai fondamentalisti è impossibile. Pertanto la Casa Bianca cerca di far fronte a “Lo Stato Islamico” con le mani altrui, anche se il problema dell’IS è diventato così acuto solo per colpa degli americani, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov:

“Lo Stato islamico” è stato dapprima salutato positivamente da europei e americani perché questa struttura si trovava ad affrontare Bashar al-Assad. La stessa cosa accadde a suo tempo con i Mujaheddin, che crearono “Al-Qaeda”. E poi è arrivato l’11 settembre 2001. Ora l’Occidente ripete il suo errore. “Lo Stato islamico” è fuori controllo (se mai sia stato controllato dall’Occidente). Quando i militanti dell’IS hanno occupato un terzo dell’Iraq con le sue infrastrutture chiave, quando sono diventati una vera e propria minaccia per l’invasione di Baghdad, solo allora gli americani hanno annunciato che “Lo Stato islamico” è una organizzazione terroristica ed hanno cominciato a combatterlo. Nel contempo, hanno intenzione di farlo, non solo in Iraq, ma anche in Siria. Noi, in linea di principio, li sosteniamo. Siamo uniti nel tentativo di prevenire il terrorismo internazionale nell’occupazione di tutti i nuovi territori. Ma la lotta contro il terrorismo deve essere condotta sulla base del diritto internazionale, compresa la legittimità della sovranità degli Stati.

In una recente conferenza a Parigi gli americani in tutta fretta hanno organizzato la coalizione antiterrorismo. Su loro richiesta di disponibilità a partecipare agli sforzi per contrastare gli islamisti hanno annunciato l’adesione di oltre 40 Paesi. Ma l’azione più efficace di contrasto all’IS può arrivare da Iran e Siria i cui rappresentanti alla conferenza internazionale erano i soli a mancare. Però una collaborazione con questi due Paesi comporterebbe l’ammissione dei propri errori e cambiare radicalmente il vettore della politica estera. Ma Washington per una tale inversione su questo tema, chiaramente, non è pronta. Come ci racconta il direttore del Centro di studi politici e sociali Vladimir Evseev

loading...

Gli Stati Uniti non vogliono negoziare con nessuno. I cosiddetti “amici” degli Stati Uniti, come il Qatar, sono, infatti, la base finanziaria de “Lo Stato Islamico”. Non immagino come si possano combattere i terroristi, se i più vicini partner dell’America li aiutano attivamente!

Bisogna ammettere che gli americani hanno sempre sbagliato alleanze. E ora, invece di ottenere il sostegno di Bashar al-Assad, Washington è pronta a bombardare i militanti dell’IS in territorio siriano senza il consenso di Damasco. Inoltre gli americani hanno promesso di colpire i siriani se decidessero di creare ostacoli. Tale disprezzo dimostra come viene considerata la sovranità di un altro Paese e mina il progetto dell’antiterrorismo nel suo complesso, ne è convinto il politologo Anatoly El murid:

Molto probabilmente vogliono ottenere un precedente nell’uso della forza in Siria, bypassando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Perché non c’è vittoria militare sullo “Stato islamico” solo con i bombardamenti che, ovviamente, è impossibile da raggiungere, ma qualcosa deve essere fatto. Il problema è che gli americani deliberatamente hanno distrutto l’esercito iracheno e hanno cacciato via i militari di Saddam Hussein. Ad oggi, la leadership militare dell’IS è composta solo dagli ufficiali di quell’esercito. Pertanto, “Lo Stato Islamico” è su un ordine di grandezza diverso rispetto ai gruppi terroristici. Esso è guidato da personale militare professionale.

Purtroppo la politica estera di Obama rende i suoi alleati nemici dell’America e rende ancora inconciliabili i nemici di oggi degli Stati Uniti. Gli americani hanno bisogno del sostegno della Russia nella lotta contro “Lo Stato islamico”, anche a livello del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Allo stesso tempo, stanno cercando di mettere la Russia in un angolo, di isolarla in ambito internazionale, di imporre sanzioni anti russe da parte dei Paesi UE, minacciando il posizionamento di basi militari in Europa orientale, sostenendo il “partito della guerra” in Ucraina. Questa piuttosto strana logica solleva domande da parte di Mosca. Come quelle del presidente della commissione per gli affari esteri Aleksej Pushkov, che afferma che gli Stati Uniti devono fare una scelta e decidere cosa rappresenta, per loro, la Russia: il Paese di cui illogicamente stanno cercando di farne un reietto, o un Paese con il quale hanno bisogno di lavorare su molti processi complessi in diverse parti del globo per non farli andare fuori controllo.

Sembra che gli americani debbano fare una scelta in relazione agli altri Stati che non vogliono un confronto con gli Stati Uniti, ma conducono una politica sovrana. Solo mostrando rispetto per gli altri, gli americani possono contare su reciproci interessi. Questi sono i principali fattori di qualsiasi progetto internazionale efficace. E l’operazione contro i militanti de “Lo Stato Islamico” non fa eccezione.

loading...