Entro il 2020 la Comunità economica dell’Africa occidentale (Economic Community of West African States – Ecowas) intende realizzare un ambizioso obiettivo: l’adozione da parte dei paesi membri di una moneta unica, che dovrebbe chiamarsi “Eco”.

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La messa in opera di un regime valutario unico negli Stati che fanno parte dell’accordo economico afro-occidentale era stata originariamente fissata per il 2003. Ciò nonostante, questa data è stata rinviata per tre volte dal Comitato tecnico istituito ad hoc per monitorare la forte differenza dei progressi compiuti dagli Stati membri per il raggiungimento dei parametri di convergenza macroeconomica. Parametri che prevedono il consolidamento della performance fiscale, attraverso una maggiore redistribuzione del reddito interno e la razionalizzazione della spesa pubblica.

In realtà, il processo per arrivare all’adozione di una moneta unica in Africa occidentale è cominciato nel giugno 2007, con la sottoscrizione da parte dei capi di Stato dei Paesi membri dell’Ecowas di una dichiarazione denominata “Vision 2020”. Va però ricordato che il progetto di adottare una divisa comune per la regione risale al lontano 1987. Da allora, la realizzazione di un’unione monetaria tra i Paesi dell’Ecowas ha conosciuto molti ostacoli e sfide, che nel corso del tempo hanno indotto l’organismo economico regionale a operare numerosi cambiamenti di strategie.

L’ultimo dei quali si è verificato nel 2009, quando si è deciso di rimodulare il progetto su due differenti zone monetarie: l’Uemoa (Unione economica e monetaria ovest-africana), che raggruppa otto stati dell’Africa occidentale che condividono una moneta comune, il franco Cfa; mentre la seconda è costituita da altri paesi sette membri, che hanno ognuno una propria moneta e che entro il 2015 saranno raggruppati in un’unica area monetaria denominata Wamz (Zona monetaria dell’Africa occidentale).

Stando a quanto spiegato dal presidente della Commissione dell’Ecowas, il burkinabè Kadré Désiré Ouédraogo, il processo per arrivare all’introduzione di una divisa comune prevede che nel 2015 i Paesi non membri dell’organizzazione, che hanno come moneta il franco Cfa, convergano in un unico blocco, insieme con quelli della Wamz, per arrivare entro cinque anni ad avere una sola valuta.

Da tali premesse, è ancora poco chiaro stabilire quanto sia effettivamente vicino il traguardo di una valuta comune in Africa occidentale in sostituzione del franco Cfa, che oltre a garantire una maggiore stabilità finanziaria, eliminerebbe i costi di cambio, favorirebbe l’incremento degli investimenti diretti esteri, creando anche le condizioni per una più stretta coordinazione tra gli Stati membri in materia di politica fiscale, economica e monetaria.

Nei termini della questione, è anche interessante notare che dopo quaranta anni di vita il franco Cfa viene ancora considerato uno strumento di cooperazione e una garanzia di stabilità, ma di fatto questa moneta non è controllata dagli africani, poiché ha una parità fissa con l’euro ed è gestito dalla Banca centrale degli stati dell’Africa occidentale (Bceao) e dalla Banca degli Stati dell’Africa centrale (Beac), mentre la Banque de France e il Tesoro francese ne garantiscono la convertibilità.

Questo duplice sistema di ancoraggio e di controllo costituisce un serio ostacolo alla definizione di politiche economiche e sociali autonome, non solo da parte dei paesi interessati ma anche per il resto dell’Africa a sud del Sahara, ponendo in questo modo un freno allo sviluppo e all’integrazione regionale.

Per uscire dall’empasse, il direttore generale dell’Associazione nigeriana delle Camere di commercio, industria, miniere e agricoltura (Naccima), John Isemede, ha avanzatol’ipotesi di adottare il naira nigeriano come moneta unica per l’Ecowas sostenendo che l’organizzazione non è ancora pronta per la moneta unica, perché la maggior parte dei Paesi francofoni non ha alcun controllo sul loro tasso di interesse o di cambio. Una situazione particolare che potrebbe creare occasioni di successive manovre di svalutazione nei confronti delle singole valute. 

La provocatoria dichiarazione del responsabile della Naccima potrebbe anche avere un senso nel tentativo di arrivare a una soluzione della questione. Dopo numerosi rinvii è ormai improrogabile che i Paesi dell’Ecowas completino la propria emancipazione con l’istituzione di una vasta zona monetaria nell’Africa occidentale, adottando una divisa unica che determini la fine del franco Cfa.

eastonline.eu

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