8 giu – Si infittisce e si complica sempre di più l’affare Mose: secondo alcuni stralci di interrogatori pubblicati da Repubblica sembrerebbe che gli imprenditori del Mose comprassero le sentenze affidandosi a un avvocato cassazionista, Corrado Crialese, ex presidente di Fintecna, la finanziaria pubblica per l’industria.
A lui, secondo quanto pubblica Repubblica, si rivolgevano gli imprenditori del Mose. L’avvocato pagava, per conto delle ditte del Consorzio Venezia Nuova, i giudici del Tar e anche del Consiglio di Stato. A rivelarlo nel corso di un interrogatorio sarebbe stata ancora una volta Claudia Minutillo insieme a Piergiorgio Baita, primo socio del Consorzio. Una sentenza costava tra gli 80 mila e i 120 mila euro. E spunterebbe tra i tanti anche il nome del presidente del Tar del Veneto, Bruno Amoroso.

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