A Napoli scoppia la protesta dei docenti della scuola primaria che saranno trasferiti al Nord per poter avere una cattedra e insegnare, anche se a centinaia di chilometri da casa.

Un nutrito numero di insegnanti ha inscenato una protesta in piazza del Plebiscito, sotto l’ingresso della Prefettura, per poter esprimere il proprio disappunto su quanto previsto dalle nuove regole del governo Renzi.

Alcuni momenti di tensione si sono verificati quando, un gruppo di manifestanti, ha abbandonato la piazza, chiusa al traffico veicolare, e si è spostato sulla sede stradale, nelle immediate vicinanze del portone del Palazzo di Governo paralizzando anche il traffico.

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A quel punto, i poliziotti hanno tentato di liberare il passaggio generando un parapiglia, accentuato anche dalle conseguenze delle alte temperature. Alcuni insegnanti sono anche caduti, ma sono stati aiutati a rialzarsi dagli stessi agenti che, a un certo punto, hanno anche sfilato il casco riportando la situazione alla normalità.

In piazza slogan contro il Governo, striscioni e cartelli: “No all’esodo forzato”, una delle scritte mostrata dagli insegnanti che, a più riprese, hanno parlato di “vera e propria deportazione” contestando anche i sindacati firmatari dell’accordo.

A scendere in piazza anche molti ultracinquantenni che, dopo decenni di insegnamento, saranno costretti a spostarsi in altre regioni d’Italia abbandonando famiglia e affetti. Dopo un incontro in Prefettura, una rappresentanza di insegnanti si è spostata in via Ponte della Maddalena dove ha sede il Provveditorato agli studi.

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