Napolitano è un traditore perché ha venduto l’Italia ai creatori di Repubbliche Universali e Uomini Nuovi che da sempre operano in tal senso e Monti, Letta, Prodi, DeBenedetti e altri scagnozzi in grembiulino non sono da meno. Renzi si è prostituito chiedendo l’appoggio della massoneria americana e pur di crescere in potere sta svendendo pure lui l’Italia a QUESTA Europa di massoni.

L’evidenza è sotto gli occhi di tutti, solo quelli in mala fede come i kompagni pidioti continuano a sventolare idiozie e a far finta di nulla. Una magistratura onesta avrebbe già da un bel pezzo, ed ha il dovere di indagare su questa losca faccenda che ha portato danni immensi di immagine ed economici all’Italia ed agli Italiani. Certi personaggi di sinistra farebbero meglio a stare zitti!

Al referendum la vittoria del “no” è più che una semplice possibilità. Una circostanza che con discreta approssimazione potrebbe spingereMatteo Renzi a dimettersi e, almeno così ha detto, a lasciare la politica. Dunque, soprattutto in Senato, si inizia a ragionare su una possibile exit-strategy.

E a Palazzo Madama continua a dannarsi un’eminenza grigia della politica italiana, quel Giorgio Napolitano che in cuor suo, forse, è ancora convinto di essere presidente della Repubblica. E Re Giorgio, secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano, avrebbe in mente un piano. Un piano che proprio come accadde nel 2011 avrenne come protagonistaMario Monti, ossia l’incarnazione dell’incubo per gli italiani tutti.

Scrive il Fatto che soltanto qualche giorno fa Napolitano è stato pizzicato in aula al Senato proprio con Monti. Un faccia a faccia dalle implicazioni esplosive. Secondo un noto ex ministro, che si scherma nell’anonimato e che oggi è un fervente anti-renziano, Re Giorgio avrebbe detto a Monti, chiaro e tondo: “Mario, ma tu andresti a fare il ministro dell’Economia?“.

Certo, manca parte del contesto. Ma l’indizio è angosciante: in caso di vittoria del “no” e conseguente crollo del governo, potremmo davvero ritrovarci Monti? Possibile. Anzi probabile se c’è lo zampino di Napolitano, l’uomo che negli sciagurati ultimi mesi del 2011 gli consegnò il Paese, che fu poi raso al suolo a suon di tasse e austerità. Secondo i rumors che circolano a Palazzo Madama, da tempo a Napolitano interesserebbero in modo relativo le sorti di Renzi: si starebbe insomma preparando al futuro, tutto da scrivere se vincesse il “no”. Il sondaggio fatto con Monti sarebbe da inquadrare nel contesto di un governo istituzionale probabilmente guidato da Pietro Grasso, oggi presidente del Senato, dunque terza carica dello Stato e prima “figurina” utile per riempire l’eventuale vuoto a Palazzo Chigi. Sul tavolo, comunque, ci sarebbero altre strade: un Renzi-bis oppure un governo guidato da Pier Carlo Padoan. Come è noto, sarebbe “caldo” anche il nome di Dario Franceschini, che da tempo, dietro alle quinte, lavora alla costruzione di un futuro in alto. Molto in alto, se possibile.

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