Articolo molto interessante pubblicato su lantidiplomatico.it

Poco più di dieci giorni fa, scrive Daniel McAdams per il sito del “Ron Paul Institute For Peace & Prosperity”, quando le forze separatiste dell’Ucraina orientale stavano ottenendo guadagni significativi sul campo di battaglia, è stato firmato un cessate il fuoco a Minsk, Bielorussia. Secondo i termini del cessate il fuoco, i combattenti indipendentisti dovevano deporre le armi, cessare la loro offensiva per riconquistare il territorio perduto nella regione di Donetsk e Lugansk, e sciogliere le formazioni.
In cambio di questo, il governo di Kiev sostenuto dagli Usa offriva un’amnistia per i combattenti indipendentisti, si impegnava per lo sviluppo economico, a est, e accettava di concedere per legge una maggiore autonomia alle regioni orientali.
Ancora più importante, il cessate il fuoco ha fermato i bombardamenti del governo di Kiev sui grandi centri abitati delle regioni orientali e il massacro delle forze militari su entrambe i fronti.
L’accordo si è però rivelato essere un grottesco gioco di prestigio, con Kiev che durante il vertice NATO in Galles ha ricevuto rassicurazioni sull’impegno dei membri della NATO di fornire materiale militare per combattere le forze separatiste.
Questo grande inganno è venuto alla luce quando Valery Heletey, ministro della difesa del governo di Kiev ha dichiarato a Reuters che:
I paesi della NATO stavano consegnando armi al suo paese per combattere i separatisti filo-russi e “fermare” il presidente russo Vladimir Putin.
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