Pensioni da fame non è solo la brutta aspettativa della maggior parte degli italiani, ma un dato di fatto – secondo le stime delle casse professionali di chimici, periti industriali e infermieri, biologi, agronomi e forestali, attuari – destinato ad acuirsi dal 2030 (quando andranno in pensione i nati nel biennio 1964-65) in poi (si prevede un punto critico del 2035 con un miglioramento solo tra il 2048 e il 2060).

La pensione media annua nel 2016 è stata di 2.224,60 euro cioè, dividendo l’importo per 12 mesi, di 185,38 euro al mese, pari a 6 euro al giorno. L’assegno sociale riservato a chi è disagiato e ha più di 65 anni è stato di circa 450 euro circa al mese.

I futuri pensionati percepiranno circa il 30% del reddito da lavoro, ma nel caso siano iscritti alla gestione separata INPS, percepiranno un vitalizio pari al 65% del reddito.

Sull’importo dell’assegno pensionistico grava, come è evidente a tutti, anche la difficoltà di trovare un lavoro a tempo indeterminato oggi.

Le pensioni basse sono dovute al sistema contributivo che lega l’assegno di pensione all’importo complessivo dei contributi versati durante la propria vita lavorativa.

Chi ha smesso di lavorare prima del 31 dicembre 2011, gode invece del sistema contributivo che lega il vitalizio alla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di vita lavorativa.

Chi è andato in pensione dopo il 31 dicembre 2011, ma era iscritto alle gestioni Inps prima del 31 dicembre 1995 gode invece del regime misto e ha diritto a percepire una pensione determinata in base a un mix tra sistema contributivo e retributivo.

Solo il 7% delle pensioni corrisposte nel 2016 sono calcolate con sistema contributivo: dai dati Inps risulta infatti che le pensioni liquidate ai superstiti sono state 110.214 col sistema retributivo e 1.272 con quello contributivo, le pensioni di invalidità sono state 25.132 col retributivo e 5.474 col contributivo, le pensioni di vecchiaia e i prepensionamenti sono state liquidate in 33.909 casi col sistema retributivo e in 1.449 con quello contributivo; le pensioni di anzianità o anticipate sono state liquidate in 65.941 casi con metodo retributivo e in  8.740 con metodo contributivo.

Fonte: Qui

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