Alla fine Mark Rutte, premier uscente dell’Olanda, ha conquistato 33 seggi con il suo Partito Popolare per la Democrazia e la libertà, il Vvd.

Un dato che argina l’estrema destra dello sfidante Geert Wilders (Pvv), che pure passa dal 10% al 13% e conquista 20 seggi.

E che apre la strada alla formazione di un governo di centrodestra insieme ai cristiano democratici del Cda e ai centristi democratici del D66 (19 seggi a testa) che porterebbero un sostegno parlamentare di 71 seggi.

Delusione invece per il Pvv che ha visto smentiti i vari sondaggi degli scorsi mesi che lo davano come il partito più votato nel Paese.

Tuttavia il partito di Wilders ha ottenuto cinque seggi in più rispetto alle elezioni precedenti, rispetto a Rutte che, pur affermandosi, ne ha persi 9.

Wilders ha trascorso la maggior parte della notte nel suo ufficio in Parlamento in attesa dei risultati ufficiali. “Avrei preferito essere io il vincitore, ma Rutte non si è ancora sbarazzato di me”, ha dichiarato poi intorno all’una di notte, “Ma abbiamo guadagnato nuovi seggi.

Questo è un risultato di cui essere orgogliosi”. Wilders ha ammesso di non aver compreso il commento di Rutte, che aveva parlato di “populismo sbagliato”.

“Non so cosa abbia voluto dire. Forse che ci sono populisti buoni e populisti cattivi? Io non mi vedo come un populista ma lui così suggerisce che sono un cattivo populista, una sorta di nazista”, ha spiegato.

E si è detto disposto ad avere “un posto nella futura coalizione” di governo.

Grande sconfitto di queste elezioni, la cui partecipazione è aumentata fino al 82% contro il 74,6% delle precedenti, è invece il partito laburista PvdA, che ha perso 29 seggi, rimanendo con soli 9 deputati.

Salgono invece i Verdi di GroenLinks, passato da 4 a 15 seggi. Entra per la prima volta in Parlamento il partito anti-razzista Denk con una rappresentanza di tre deputati.

Fonte: Qui

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