CINA – G20 – Il summit del G20 in corso ad Hangzhou, in Cina, si e’ aperto con duri scambi d’accuse tra i leader delle maggiori economie mondiali in merito all’eccessiva produzione d’acciaio cinese. Il diverbio, scrivono James T. Areddy e Valentina Pop sul “Wall Street Journal”, e’ sintomatico delle difficolta’ incontrate dalle classi dirigenti di quei paesi, impegnate nell’arduo tentativo di rilanciare la crescita dell’economia globale.

Ad ostacolare i lavori sono anche se non soprattutto le tante priorita’ e problematiche nell’agenda dei singoli paesi. La premier britannica Theresa May, ad esempio, e’ intenta a tentare di rassicurare i propri interlocutori in merito alla Brexit.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dovuto dedicare gran parte del suo tempo alla crisi siriana, e sin dal suo arrivo in Cina ha fatto i conti con un’accoglienza gelida: nessuna scaletta e’ stata posizionata sotto il portellone del suo Air Force One, cosicche’ il presidente ha dovuto attendere che provvedesse il suo staff.

E non è finita qui: sulla pista, i giornalisti che come di consueto attendevano l’arrivo del presidente sono stati allontanati con durezza da un membro della delegazione ufficiale di benvenuto cinese. Un funzionario della Casa Bianca, riferisce la “Washington Post”, ha tentato di impedire l’allontanamento della stampa Usa, sentendosi pero’ replicare: “Questo e’ il nostro paese”.

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Il funzionario cinese ha ingaggiato un diverbio anche con la consigliera di Obama per la sicurezza nazionale, Susan E. Rice, e il suo vice, Ben Rhodes, cui ha tentato di impedire di lasciare il loro aereo.

E non bastasse tutto ciò, al presidente Usa è stato negato anche il consueto e tradizionale tappeto rosso che viene sempre posto al suolo sulla pista all’arrivo in Cina di personalità mondiali.

Sull’ultima visita ufficiale di Obama in Cina, prima della fine del suo mandato alla Casa Bianca, pesano tensioni e ostilita’ latenti, che dal 2008 ad oggi sono progressivamente divenute un tratto distintivo della politica estera di Obama in Asia Orientale.

I diverbi tra le delegazioni statunitense e cinese, riferisce la “Washington Post”, sono proseguiti sino a pochi minuti dal faccia a faccia tra Obama e il presidente cinese Xi Jinping; durante l’incontro, i due capi di Stato hanno ribadito l’impegno a tener fede all’agenda climatica di Parigi, ma non hanno gettato alcun ponte in merito a questioni cruciali come le dispute territoriali in Asia, la sicurezza informatica, il commercio e i diritti umani.

E di queste notizie, gravi e sintomatiche di uno scontro senza precedenti tra gli Stati Uniti e la Cina, l’inchinata – ad Obama – stampa italiana pur presente in forze al summit del G20 non ha inteso riferire alcunchè all’opinione pubblica. Come se nulla fosse accaduto. Mentre invece la stampa americana e mondiale, a partire dal quotidiano globale Wall Street Journal, vi hanno aperto le prime pagine.

Fonte: Il Nord

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