Non si può andare nelle parti d Italia dove le cose non vanno poi così bene,ma solo nelle belle fabbriche in attivo o modernizzate (niente da ridire) dove viene accolto con i camici puliti,le tute linde e gli sguardi festosi! Dove si inaugura qualcosa,magari decisa e pagata da altri prima,dove ci si può attorniare del bello Italiano! Quest è l Italia che và…che non dice no..l ‘eccellenza!!!.bla-bla-bla

PALERMO – Un gruppo di operai Fincantieri e studenti si è radunato davanti all’ingresso del Cantiere navale di Palermo, dove era atteso il premier Matteo Renzi. I manifestanti intendono partecipare al sit in indetto dalla Fiom per protestare contro le politiche industriali del governo e dire no alla riforma costituzionale. La protesta ha fatto saltare la visita del premier, che in questo momento sta incontrando i rappresentanti del mondo agricolo al teatro Politeama. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti di Fincantieri, Renzi si sposterà direttamente a Cinisi per chiudere la due giorni siciliana con un incontro con le categorie produttive.


“Questo governo non è intervenuto sulla crisi dello stabilimento Fincantieri di Palermo – dice il segretario provinciale della Fiom di Palermo Angela Biondi – nonostante il governo sia l’azionista di maggioranza del gruppo leader della cantieristica navale”. Intanto, parte di via dei Cantieri è off limits alle auto; il traffico è stato deviato nelle strade limitrofe, mentre l’area antistante l’entrata del cantiere è transennata dalla forze dell’ordine.

Proteste, fischi, striscioni, agenti in tenuta antisommossa e clima infuocato. Giornata difficile per Matteo Renzi in Sicilia. Il premier, nel suo tour sull’isola per il Sì al referendum, aveva in programma a Palermo una visita al Cantiere navale per incontrare i vertici dell’azienda. Visita che però è stata annullata per questioni di tempo.

Davanti ai cancelli dei cantieri navali di Palermo, blindati dalla polizia in assetto antisommossa i manifestanti, molti tra attivisti dei centri sociali e lavoratori dell’indotto in cassa integrazione, non hanno risparmiato accuse al premier e intonato in coro “mandiamolo a casa, basta finanziare le banche. Basta con questo esecutivo che spolpa i lavoratori”. Chiaro il dissenso anche sul prossimo referendum del 4 dicembre: “Mantieni la promessa, al referendum votiamo No e devi andare a casa”. Lo aspettavano per poter sfogare la loro rabbia ma il premier non andrà.

Anche striscioni e scritte sui muri con messaggi quali “Cacciamo Renzi” e “Il 4 dicembre vota no per cacciare Renzi” sono comparsi stamane in diversi quartieri di Palermo, in coincidenza con la visita del presidente del consiglio.

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