Dove l’Ue e il Fisco non arrivano, ci buttano il cappello.

Anzi: il commercialista, gli avvocati e i consulenti fiscali. Visto che l’Agenzia delle Entrate e i Paesi europei non riescono a superare la crisi economica, allora pensano di arruolare i professionisti del Fisco per aumentare le entrate tributarie.

Cosa significa? Semplice: fare in modo che i commercialisti non si “affezionino” al cliente, suggerendo scorciatoie per eludere le tasse. È noto infatti che dalle parti di Equitalia siano convinti che i veri professionisti dell’evasione siano proprio quei professionisti che di leggi fiscali se ne intendono. E così commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro stanno diventando, come spiega Italia Oggi, il “nuovo perno dei questa strategia” contro gli evasori. Infatti “sono stati obbligati alla trasmissione di masse sempre più pervasive di dati dei contribuenti: invio online della dichiarazione dei redditi, spesometro trimestrale, comunicazioni trimestrali Iva, fatturazione elettronica” e via dicendo. Inoltre, si sta cencando di responsabilzzare i commercialisti per ridurre ancora le manovre “azzardate” dei contribuenti, soprattutto delle grandi imprese.

E la stessa cosa sta cercando di fare la Commissione europea. Per “scoraggiare gli intermediari nella progettazione di operazioni fiscali elusive”, infatti, l’Ue pensa a “creare deterrenti efficaci per evitare che i consulenti fiscali possano proporre schemi di pianificazione fiscale aggressivi”. In sostanza vuole arruolarli, creando un conflitto di interessi tra commercialista e azienda. Così da impedire la collaborazione.

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