Dopo la disfatta elettorale nel land orientale di Meclemburgo-Pomerania, dove il partito guidato dalla Merkel, la Cdu, si è piazzato al terzo posto, con il 19% dei voti, dietro agli euroscettici dell’Alternative für Deutschland, che hanno conquistato il 20,8% dei consensi, la cancelliera tedesca si trova a fare i conti non solo con l’avanzata della destra nazionalista ed euroscettica, ma pure con le minacce di “divorzio” che arrivano dagli alleati cristiano sociali.

Il premier della Baviera, Horst Seehofer, leader della Csu – la “sorella” bavarese della Cdu – ha chiamato Angela Merkel a rispondere dei suoi errori politici, all’indomani del disastro elettorale. In primis, della sua politica delle “porte aperte” ai migranti, criticata più volte, in questi mesi, dal leader dei cristiano sociali. La sconfitta registrata dalla Cdu, proprio nel collegio elettorale della cancelliera, ha rappresentato quindi, per Seehofer, una nuova occasione per sparare a zero sulla leader della Cdu, fino ad arrivare a minacciare una rottura all’interno dell’Unione, il gruppo politico formato dai cristiano deocratici e cristiano sociali al Bundestag.

In una intervista al quotidiano di Monaco, Süddeutsche Zeitung, il leader bavarese ha detto che “la situazione per l’Unione è fortemente a rischio” proprio a causa dell’atteggiamento della Merkel, che, secondo Seehofer, è andata avanti sulla politica dell’accoglienza dei rifugiati, senza curarsi dei segnali di malcontento e ignorando le critiche arrivate più volte, in questi mesi, dalla Csu. Nessuno “voleva questa politica da parte di Berlino”, ha detto Seehofer, secondo il quale il disastro elettorale in Meclemburgo-Pomerania, che rappresenta “la continuazione dei risultati elettorali disastrosi” ottenuti dalla Cdu negli ultimi appuntamenti elettorali, è direttamente collegato alla politica sui migranti della cancelliera.

Secondo il leader dei cristiano sociali, inoltre, la politica di accoglienza della Merkel, è solo la punta dell’iceberg di una serie di errori politici commessi dalla cancelliera, che potrebbero compromettere l’alleanza tra le due formazioni sorelle. “Abbiamo bisogno di un orientamento chiaro: fiscale, di sicurezza interna, sulle pensioni, sull’immigrazione, entro e non oltre settembre”, ha, infatti, concluso Seehofer. Sebbene risulti improbabile, una rottura tra Csu e Cdu rappresenta uno scenario molto pericoloso per la Merkel, perché, qualora si avverasse, rischierebbe di far saltare la sua candidatura alle elezioni del 2017.

Nonostante gli attacchi interni al suo partito e l’appuntamento elettorale nella città-stato di Berlino all’orizzone, la cancelliera non sembra intenzionata, però, a fare mea culpa sul modo in cui il governo tedesco ha affrontato la crisi dei rifugiati e l’integrazione. “Le decisioni prese sono state giuste e dobbiamo continuare a lavorare su queste”, ha detto, infatti, in proposito la cancelliera al G20 di Hangzhou, in Cina.

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