La nuova tassa sarà di 12 euro a persona. Colpirà anche gli inglesi. Rischia di penalizzare il turismo in Italia

L’obiettivo dichiarato dai tecnici di Bruxelles è garantire la sicurezza in Europa.

In realtà puntano solo a fare cassa. La nuova gabella targata Unione europea stangherà gli ingressi nell’area Schengen, non quelli illegali (ovviamente) ma quelli turistici. La “tassa sulle vacanze”, così è già stata ribattezzata nell’Inghilterra post Brexit, farà infatti arrivare nei forzieri di Bruxelles dai 500 milioni ai 2 miliardi di euri all’anno.

Come rivela la Stampa, i vertici dell’Unione europea stanno lavorando a una proposta di legge che istituisca l’Etias (Eu travel information and authorisation system). Si tratta, si legge, di “un sistema per ‘proteggere’ l’area Schengen e controllare gli accessi (circa 30 milioni l’anno, ndr) in modo più efficiente”. Aldilà dell’impatto sulla sicurezza, i cui risultati si vedranno solo fra qualche mese, l’obiettivo è principalmente quello di far arrivare soldi nelle casse europee.

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Secondo quanto trapela, infatti, la “tassa sulle vacanze” oscillerà intorno alle 10 sterline a testa, ovvero 12 euro. Se da una parte questo extra gettito garantirà all’Unione europea un gruzzoletto che si aggira tra i 500 milioni e i 2 miliardi di euro, dall’altro rischia di essere una mannaia per il turismo di molti Paesi dell’Eurozona. Tra questi, ovviamente, la Spagna, l’Italia e la Grecia. Dovranno pagarla anche gli inglesi che hanno votato per l’uscita dall’area Schengen.

Fonte: Il Giornale

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