In arrivo per tutte le partite Iva una stangata di qualche centinaio di euro a partire dal 2017, secondo quanto previsto dal decreto legge fiscale approvato dalla Camera e al vaglio del Senato. Non si tratta di una vera e propria tassa ma di “adempimenti fiscali“. Dai costi alle sanzioni, ecco in cosa consiste, punto per punto, la novità che ha gettato in allarme nelle ultime ore artigiani, commercianti e professionisti.

Il decreto legge 

Secondo l’articolo 4 del decreto Fiscale 193/2016 legato alla Manovra economica varata dal governo Renzi, e ora sul tavolo del Senato, dal 2017 i possessori di partita Iva dovranno inviare comunicazioni trimestrali anziché annuali delle spese e delle fatture emesse e ricevute. La misura è stata introdotta per combattere l’evasione dell’Iva e limitare il fenomeno dei mancati versamenti dell’imposta.

Cosa cambia 

Allo stato attuale, una volta all’anno il commercialista invia all’Agenzia delle Entrate la “Comunicazione Polivalente”, o “Spesometro”, comunicando cioè solo il totale fatturato da un singolo cliente in un determinato periodo di tempo. Dal 2017 questa comunicazione dovrà essere effettuata ogni tre mesi, così come ogni trimestre sarà obbligatorio inviare anche il conteggio dell’Iva. E nel primo caso si tratterà di dati analitici.

Il commercialista

“Secondo le nuove disposizioni che puntano alla semplificazione, le comunicazioni devono avvenire in forma ‘analitica’, dettagliata. In altre parole è necessario inserire nello specifico software fattura per fattura precedentemente sottoposta a un controllo rigoroso” spiega all’Agi il commercialista Antonio Ferri. Gli “errori sono frequenti e vanno da un codice fiscale errato a un’incoerenza nella numerazione delle fatture.

E tutti richiedono approfondimenti e telefonate al cliente. Si tratta di problemi facilmente risolvibili, ma che porteranno via del tempo, per quattro volte all’anno anziché una”. Una novità che rende dunque necessario aumentare le ore di lavoro in ufficio in periodi già caldi per via di altre scadenze. Calcolatrice alla mano si parla in media di un lavoro di circa un’ora per ogni ditta o titolare di partita Iva, numeri importanti se si considera che uno studio di medie dimensioni conta tra i suoi clienti almeno 100 società.

Quanto costa ai possessori di partita Iva 

Tempo e risorse in più equivalgono necessariamente a un costo di gestione extra da parte degli studi commercialistici, che può cambiare a seconda della’area geografica e delle dimensioni dell’attività, ma che dovrebbe partire almeno dai 200 euro in più che saranno pagati dai titolari di partita Iva.

Il bonus 

Per coloro che hanno un volume d’affari inferiore a 50mila euro verrà riconosciuto un credito d’imposta di 100 euro, utilizzabile nel 2018, per pagare i costi di adeguamento tecnologico.

Le sanzioni 

Per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura, si legge nel decreto, “si applicherà la sanzione di 25 euro con un massimo di 25mila euro“. Ma è già in discussione una riduzione della sanzione da un minimo di 2 euro a fattura a un massimo totale di 1.000  a trimestre. Per l’omissione della comunicazione periodica, invece, si parte dai 500 euro fino a un massimo di 2.000 euro. La multa sarà ridotta alla metà se si salda entro 15 giorni.

Fonte: Qui

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