A Pavia si cerca di affrontare al meglio il triste vizio del gioco, le slot disseminate nella città sono una tentazione per tutti; ora tra le vittime anche molte donne, che pur vergognandosene, molto a fatica riescono a chiedere aiuto. Quando alla fine del mese riceve l’assegno per le cure del figlio disabile, Anna utilizza i soldi prelevati dal marito per giocare alle slot machine, mentre Miriana, badante di origini rumene, lavora per un pensionato e mentre lui riposa dopo pranzo scommette giocando al poker online, perdendo parte del suo stipendio.

Sono solo due delle tante storie di donne dipendenti dal gioco d’azzardo che vengono ascoltate tutti i giovedì dagli operatori volontari che lavorano, dalle 17 fino alle 19, presso lo sportello Auser situato nello spazio Q del Vallone. Quello che è comune a tutte queste storie, che rivelano una zona ancora poco conosciuta della dipendenza dal gioco d’azzardo, è l’enorme senso di colpa “che impedisce loro di chiedere aiuto” come dicono gli esperti.

“Le donne giocatrici purtroppo sono in aumento ma sono più nascoste, defilate rispetto agli uomini” racconta Rosaria Pirottu, la coordinatrice dello sportello Auser del Vallone, che ha lavorato su una tesi di laurea dedicata al gioco d’azzardo e alle dipendenze “Non frequentano i bar e prediligono le sale da gioco con i vetri schermati, le tabaccherie in cui comprano i gratta e vinci quando escono a fare la spesa”.(…)

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