Mentre imprenditori, politici e opinione pubblica sono d’accordo che il governo argentino dovrebbe cedere nelle negoziazioni con i fondi speculativi per trovare una soluzione a favore dell’economia del Paese, l’economista Nouriel Roubini, accende gli animi contro la decisione del tribunale americano.

L’economista è diventato famoso a livello internazionale perché ha anticipato il collasso mondiale scatenato dai mutui subprime. L’articolo “Gouging the Gauchos” di Roubini, diffuso martedì da Project Syndicate, definisce “pericolosa” la decisione del giudice Thomas Griesa della Corte d’appello americana di non concedere un ulteriore rinvio all’Argentina. “Non si dovrebbe permettere agli holdout di bloccare ristrutturazioni ordinate che beneficiano debitori e investitori”, ha scritto.

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“Se gli holdout sono pagati totalmente, la maggior parte degli investitori che hanno accettato la sospensione possono chiedere anche loro il pagamento totale… se questo accade, il carico sul debito del Paese si ripresenterebbe, diventando insostenibile e costringendo il governo – in questo caso Argentina, che sta pagando il debito – ad un nuovo default”, ha scritto.

Per Roubini lo scontro tra Argentina e gli holdout è una dimostrazione che il sistema internazionale per la ristrutturazione del debito è in crisi. Ha anche fatto un riferimento alla Clausola di azione collettiva dei nuovi contratti: “Sono disegnati in modo che anche se permettono di resistere, possono evitare una ristrutturazione ordinata del debito”.

Altre due testate, Foreign Affairs e Financial Times, hanno assunto una posizione contraria ai fondi speculativi nella vicenda argentina.

formiche.net

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