Nel giorno del voto negli Stati Uniti, non poteva non farsi sentire la voce di Edward Luttwak, che si presta a un’intervista a Il Messaggero. Lui, è noto, sostiene Donald Trump, e spiega: “Gli americani che votano Trump vogliono cercare di recuperare le norme fondamentali che formano l’identità del loro paese, e che sono state alterate durante l’attuale presidenza”.

Durissimo su Barack Obama, che “alle sue spalle lascia un’America troppo timorosa di affermare la sua vera identità, una società nella quale l’identità personale viene prima di quella nazionale. Troppi si sono abituati a reclamare diritti e rispetto in quanto neri, musulmani, omosessuali e non semplicemente perché americani”.

Su Trump afferma che “si trova con non più del 20% di possibilità di vincere. La cosa interessante sarà vedere come si muoverà dopo questa elezioni il partito repubblicano”. Secondo Luttwak “il rischio è che passi una linea censoria, per la quale verrà proibito qualsiasi comportamento che possa sembrare offensivo per un gruppo di cittadini o per l’altro.

Si parla molto del contributo che avrà nel voto odierno la componente crescente degli elettori latino-americani. A guardarli da vicino, molti tra questi, specie tra chi ha acquistato la cittadinanza, non ha più interesse ad essere identificato con l’etnia di provenienza, quanto piuttosto con quella acquisita.

È su questo sentimento che il partito dovrà ricostruire la sua base, dopo il terremoto di questa stagione elettorale”. Il “paradosso – continua Luttwak – è che anche nella sconfitta Trump avrà irrobustito il partito invece di rovinarlo, come si sente più volte dire da parte di osservatori superficiali.

Pensiamo poi ad un altro elemento che giocherà a favore dei repubblicani. Anche da vincenti, Hillary non avrà vita facile alla Casa Bianca perché i tanti scandali finora soppressi nel nome di un malinteso dovere morale al quale i media hanno ubbidito finora, torneranno a tormentarla e a rendere molto difficile l’esercizio di un mandato”.

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