La crescente incertezza sull’esito delle elezioni che si terranno nella Ue nel 2017 rende improbabile una maggiore integrazione economica e politica nel prossimo futuro nell’Unione, in quanto i Governi sono intenti a puntellare il consenso interno e poco propensi a perseguire riforme che possano essere impopolari. Lo indica Moody’s in un rapporto, ammonendo che le tornate elettorali nazionali potrebbero pesare sulla crescita e sui mercati e in prospettiva ”hanno il potenziale” di indebolire la forza istituzionale degli Stati Ue. L’agenzia ribadisce di non attendersi che i movimenti anti-establishment, incluso gli anti-Ue o anti-euro, arrivino a formare governi da soli o ad avere poteri esecutivi dopo le elezioni. Tuttavia, lo scenario e’ pieno di sfide e incognite, e la certezza non accada, dopo l’errore di previsione sulla Brexit, non c’è. ”Un anno con molte elezioni non e’ inusuale nella Ue, ma questa volta le elezioni si tengono sullo sfondo di sfide sempre maggiori nei confronti dello status quo politico e di una sempre minore popolarita’ dei partiti al Governo”, commenta Colin Ellis, managing director di Moody’s e co-autore del rapporto. ”Queste elezioni – aggiunge Ellis – potrebbero pesare sulla crescita economica e alimentare la volatilita’ dei mercati finanziari”. Tali sviluppi non avrebbero immediate ricadute sui rating, ma ”sarebbero comunque chiaramente negativi per il merito di credito in quanto hanno il potenziale di indebolire la forza economica e istituzionale della Ue”. In sostanza, anche Moody’s inizia a considerare la possibilità che la Ue tracolli sotto la spinta dei verdetti elettorali in Olanda, Francia, Germania (e si spera Italia).

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